Esclusiva TJ

Zauli sulla Next Gen: "Gran lavoro della società, ai play-off si può andare oltre i quarti. Gil Puche, Puczka, Gunduz e Licina possono fare il grande salto"

Zauli sulla Next Gen: "Gran lavoro della società, ai play-off si può andare oltre i quarti. Gil Puche, Puczka, Gunduz e Licina possono fare il grande salto"TuttoJuve.com
© foto di FEDERICO SERRA
Oggi alle 14:30Primo piano
di Mirko Di Natale

"Mi sto tenendo aggiornato, guardo partite e ho seguito la cavalcata della Next Gen". Inizia così la chiacchierata con Lamberto Zauli, ex tecnico della Juventus U23 (quando ancora era denominata così) dal 2020 al 2022, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com analizza gli ultimi avvicendamenti dei ragazzi di Brambilla e non solo:

Il quinto posto finale rappresenta il miglior risultato di sempre della JNextGen nella regular season. 

"E' stata un'annata importante, però lì bisogna sempre accompagnare il risultato sportivo alla possibilità di portare avanti dei ragazzi interessanti. Penso che Chiellini, Brambilla e tutta la società abbiano fatto un grande lavoro, ora verrà il bello con l'inizio dei play-off. Sarà una bellissima vetrina per loro".

La Juve affronterà la Vis Pesaro nel primo turno dei play-off, una partita che sulla carta sembra essere semplice anche per via del doppio risultato. No?

"Dall'esperienza in mio possesso, le prime partite sono quelle più difficili. Perché l'altra squadra viene in casa tua senza nulla da perdere e giocherà per fare risultato. E mentalmente ti può condizionare avere un doppio risultato a disposizione. Per questo nascono sempre delle sfide molto equilibrate, ricordo bene quella col Piacenza del maggio '22 che terminò 0-0 e come fu difficile portarla a casa".

Sì, ricordo il match. Il finale fu davvero molto sofferto.

"Gli ultimi dieci minuti specialmente, in quel momento è normale staccare un po' la spina. E loro spinsero con le ultime forze per cercare il gol qualificazione".

Come vedi il cammino della Juventus? Dove può arrivare?

"La Juve ha le potenzialità per andare oltre il proprio miglior risultato che è stato il quarto di finale raggiunto in due circostanze. I play-off non saranno facili, un passo alla volta e non si dovranno fare troppi calcoli".

Poi sarà scontato dirlo, ma c'è una gran voglia di far bene quest'anno.

E' stata una stagione in crescendo, penso che questi ragazzi possono continuare a fare bene. Sarà un nuovo campionato, la rosa è composta da molti giovani e anche da calciatori che hanno già vissuto l'U23 e che poi sono tornati. Incontrare la Juventus Next Gen, per le altre, non sarà affatto semplice. Ci sono molte squadre importanti e di blasone, ma alla fine solo una festeggerà".

Sono anni che la Juve parte male e poi alla fine riesce a raggiungere con pieno merito i play-off. Ma perché i bianconeri non riescono mai a partire bene? Da cosa può dipendere?

"Ciò dipende dalla crescita dei singoli. Quando si parte e la squadra è molto giovane, il primo approccio è sempre da tenere in considerazione poiché stanno affrontando per la prima volta un campionato professionistico. Dunque ci vuole tempo e pazienza per ottenere dei risultati. E' proprio questo il gran lavoro della società, non è che il finale di stagione in crescendo arriva da solo. Avviene in quanto è il lavoro quotidiano a farlo accadere".

Spesso ne abbiamo parlato anche in passato, però in quei tre anni di Juventus hai visto davvero di tutto.

"Ho avuto la fortuna di poter allenare per tre anni la Juve tra Primavera e U23, di questo sarò molto contento. La società è stata brava a fare degli investimenti importanti sul singolo giocatore, anche perché poi c'è sempre un grande lavoro il cui fine è di farlo sentire pronto per la prima squadra. Non è un caso che l'attuale numero 10 di oggi ha intrapreso questo percorso. Il merito è di chi crede e ha creduto fortemente in questo progetto".

C'è qualcuno che segui di più tra quelli che hai allenato?

"Rispondo partendo dalla coppia centrale della mia Juve che era formata da Dragusin e De Winter, con il primo che gioca al Tottenham in Premier e il secondo nel Milan. Poi c'erano Fagioli, Miretti, Soulé che sono tutti protagonisti in Serie A. Li ho visti nel momento in cui iniziavano a conoscere il calcio professionistico, abbiamo condiviso insieme parte di questo percorso. Li ho allenati, ma anche aiutati nei momenti di difficoltà. Questi sono ragazzi a cui mi sono affezionato, li sento ancora con grande piacere e non posso che augurargli il meglio".

Di quelli di adesso, invece, chi può spiccare il volo e fare il grande salto?

"A me piace molto Javier Gil Puche, che tra l'altro è già stato convocato in prima squadra, ma sicuramente chi ha rubato l'occhio a livello di performance è stato David Puczka che è molto bravo. Un altro che vorrei citare è Gunduz, l'uomo dai gol importanti, mentre su Licina è stato fatto un investimento importante e mirato. Tutti gli anni ci sono dei giocatori che possono ambire ad allenarsi con più frequenza in prima squadra e far innamorare l'allenatore di turno. L'importante è che si continuerà con questa idea, l'U23 non deve essere solo un trampolino ma dovrà essere il fine di questi ragazzi che vogliono realizzare il loro sogno".

Si ringrazia Lamberto Zauli per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.