Moretti (Il Messaggero): "Calciopoli fu una tragedia, oggi serve prudenza sul caso arbitri"

Moretti (Il Messaggero): "Calciopoli fu una tragedia, oggi serve prudenza sul caso arbitri"TuttoJuve.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 22:30Altre notizie
di Marta Salmoiraghi

Ospite di “Fuori di Juve” su Radio Bianconera, Alvaro Moretti, vicedirettore de Il Messaggero, ha commentato l’inchiesta sulla classe arbitrale italiana partendo dal paragone con Calciopoli: «Fa impressione vedere la situazione attuale, ma i presupposti sono diversi. Ho sempre pensato che quella vicenda sia come un fiume carsico. Resta però una macchia indelebile l’assegnazione dello scudetto all’Inter, contro cui mi ero battuto. Dopo vent’anni sono cambiati protagonisti e proprietà, ma nei tifosi resta ancora un forte senso di rivalsa».

Moretti ha poi aggiunto: «Quella vicenda portò al cosiddetto tavolo della pace, che però non portò a nulla. Emersero situazioni simili che non vennero giudicate per via della prescrizione, anche a causa di errori dell’Ufficio indagini. Quando Paolo Bergamo disse di avere contatti con dirigenti come Giacinto Facchetti, Massimo Moratti, Fabio Capello e Arrigo Sacchi, non fu aperto alcun fascicolo. Solo nel 2011 il procuratore Stefano Palazzi parlò di illeciti simili, ma ormai prescritti».

Sul peso storico della vicenda: «Calciopoli fu una “Tragediopoli”: per la voglia di punire si è finito per danneggiare tutto il sistema calcio italiano. In quel momento si sarebbe potuto scegliere di colpire i dirigenti e non le società, evitando di indebolire club come la Juventus. Da allora il calcio italiano ha perso competitività a livello europeo».

Passando all’attualità: «Oggi si parla di “Arbitropoli”, ma bisogna andarci cauti. Al momento si ipotizza una frode sportiva, ma non è chiaro a quale fine. Rispetto al 2006 è cambiata anche la procedura: allora c’erano intercettazioni e un impianto accusatorio molto ampio. Oggi non sappiamo nemmeno se esistano intercettazioni, che richiederebbero un reato associativo non ancora contestato. È presto per trarre conclusioni».

Infine, su Gianluca Rocchi: «Lo conosco bene, ha sempre messo la faccia anche nei momenti più difficili ed è stato poi assolto. Ora il tema riguarda eventuali favoritismi nelle designazioni: quando entrano in gioco le squadre, è chiaro che il problema va affrontato con grande attenzione».