Cardia: "I pro e i contro di Mancini come nuovo ct dell'Italia"
Sulle pagine di "TMW", Il collega Ivan Cardia stila, in un editoriale, la lista dei pro e i contro del possibile ritorno di Roberto Mancini sulla panchina dell'Italia dopo l'elezione di Giovanni Malagò a presidente della FIGC: "Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano. Il più abusato ritornello di Antonello Venditti potrebbe ben descrivere il rapporto - tormentato, specie da calciatore - tra Roberto Mancini e la Nazionale. Dopo l’elezione di Giovanni Malagò, l’ex allenatore di Inter e Manchester City è considerato in pole position per tornare commissario tecnico, visto l’ottimo rapporto con il nuovo presidente della Federcalcio.
I pro: legame, costi, occhio.
Proprio il legame con Malagò è uno dei pro: ha spiegato di volere un ct che sposi pienamente la sua visione di calcio. Pochi rispondono a questa descrizione come Mancini, e non necessariamente i buoni rapporti sono una cosa cattiva. C’è poi la questione dei costi: Mancini è pronto a tornare accettando uno stipendio “federale”, attorno ai 2 milioni di euro, e con un accordo di lunga durata, che punti ai Mondiali 2030, anche se di mezzo c’è un Europeo da conquistare e onorare. Poi, l’attenzione al talento: pochi come il Mancio hanno occhio per le qualità tecniche dei giocatori, e il coraggio di lanciarli. Il precedente Zaniolo è il più luminoso, anche se poi con Pafundi non ha replicato la magia. E, certo, c’è quell’aspetto d’aver vinto Euro 2020, mica da trascurare.
I contro: la fuga, il Mondiale mancato, il vuoto.
Il principale ostacolo al ritorno di Mancini, inutile girarci attorno, è quello che ha fatto: nell’estate 2023, a metà agosto, ha fatto le valigie e ha sposato la causa dell’Arabia Saudita, solo per soldi. È andata malissimo. Certo, ci sono delle cose non dette: nel 2018 rinunciò ad altri soldi (quelli del City) per dire sì alla Nazionale, e dietro quell’addio ci furono anche le questioni irrisolte con Gravina. Ma la fuga resta. Poi, il contraltare di Euro 2020 è la mancata qualificazione ai Mondiali del 2022: la più dolorosa, considerando l’avversario - la Macedonia del Nord in casa, a Palermo - e il fatto che fosse solo la semifinale dei playoff. Delle tre delusioni iridate, è senza dubbio la peggiore. E poi non c’è più il gemello del gol di Mancini: per la magia di Euro 2020, fu fondamentale il ruolo di Gianluca Vialli, una spalla fondamentale. Certo, rivederlo in panchina sarebbe anche un modo di onorare la memoria di uno dei più grandi leader del calcio italiano".
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