"Non c'è bisogno di aumento di capitale", parola di Damien Comolli. Da capire se sarà davvero così al trenta di giugno
È il 23 giugno e tutto non va particolarmente bene. Complici i Mondiali sembra tutto bloccato. Un mercato che partirà realisticamente da metà luglio in poi, quando gran parte delle squadre saranno eliminate e si potrà ragionare serenamente sulle cose da fare. Nico Gonzalez, per dirne uno: anche ieri con l'Argentina ha sfoderato una prestazione positiva, con l'Atletico Madrid che potrebbe anche pensare di scendere a più miti consigli e alzare l'offerta per lui, visto che per ora non c'è accordo. L'altro può essere Teun Koopmeiners, attore non protagonista con l'Olanda - mezz'ora - ma che finora non ha avuto proposte sostanziali. Sarà difficile, con un ingaggio da cinque milioni.
Il problema è che ci sono davvero tanti giocatori da piazzare. Da Di Gregorio, la cui storia in bianconero è finita, passando per Cabal o Douglas Luiz, forse anche David e Openda. Ecco, la buona notizia arriva dal canadese che ha segnato una tripletta con il Qatar, ma affronterà la Svizzera per avere un avversario più probante e capire se è tornato quello di Lille, oppure se è stato un pomeriggio fortunato. Per Giovanni Carnevali è una sfida difficile perché in parecchi guadagnano troppo per una media e troppo per una big: nel senso che nessuno è intenzionato a corrispondergli lo stesso stipendio.
Insomma, avanti piano almeno fino al 30 giugno. La Juventus non ha bisogno di plusvalenze né di aumenti di capitale. Almeno così aveva detto Damien Comolli prima di essere silurato dalla proprietà. La stessa che diceva che non voleva avere un capro espiatorio a cui addossare la colpa, salvo poi licenziarlo.
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