Oggi come ieri, ieri come oggi, il mondo del calcio non vuol cambiare.

Oggi come ieri, ieri come oggi, il mondo del calcio non vuol cambiare.
Oggi alle 21:25Primo piano
di Claudio Zuliani
Cambiano i nomi e i contesti, ma rivalità, discussioni e interpretazioni restano sorprendentemente simili nel tempo. La Juventus punita e le milanesi premiate.

Elezioni FIGC: Malagò, Abete e un calcio che sembra fermo nel tempo.

Le elezioni per il nuovo presidente della FIGC riportano al centro del dibattito nomi e dinamiche che sembrano immutati nel tempo. Da una parte Giovanni Malagò, tornato sotto i riflettori ed eletto oggi con la maggioranza dei consensi, dall’altra Giancarlo Abete, figura storica del calcio italiano presente vent'anni fa durante la rivoluzione del 2006.
La sensazione diffusa è che il sistema continui a riproporre gli stessi protagonisti e le stesse dinamiche. Erano infatti gli anni in cui la Juventus veniva accusata di un presunto “illecito strutturato”, una definizione che per molti rappresentò soprattutto uno strumento per eliminare una concorrente scomoda senza prove specifiche e dirette.
In quel contesto, Silvio Berlusconi manifestò apertamente il proprio stupore, sostenendo che il Milan fosse stato penalizzato dalla situazione. Dall’altra parte, la Juventus, attraverso il proprio legale Zaccone, arrivò a dichiarare che, qualora il Milan fosse stato retrocesso, anche i bianconeri avrebbero dovuto seguire la stessa sorte. Tuttavia, il Milan non finì mai in Serie B.
Quanto all’Inter, negli anni successivi emersero ulteriori intercettazioni e telefonate che alimentarono nuove polemiche. Secondo molti osservatori, se tutto il materiale fosse stato valutato nello stesso momento storico, anche il club nerazzurro avrebbe rischiato conseguenze sportive pesanti. Una discussione che continua ancora oggi a dividere e a far arrabbiare i tifosi bianconeri.

Platini, Maradona e quel Mondiale discutibile.

A distanza di decenni, il passato torna protagonista anche attraverso le parole di Michel Platini. Presente al Golf Club Torino in occasione di un evento legato alla Fondazione Vialli e Mauro, l’ex campione francese ha ricordato il Mondiale del 1986 e il trionfo dell’Argentina di Diego Armando Maradona.
Platini ha rivendicato la forza della sua Francia, sostenendo che quella nazionale avrebbe avuto tutte le carte in regola per conquistare il titolo mondiale. Tuttavia, il percorso dei transalpini si interruppe in semifinale contro la Germania Ovest, lasciando spazio alla corsa dell’Argentina verso il trionfo.
L’ex numero dieci francese ha inoltre sottolineato una differenza sostanziale nella preparazione a quel torneo. Maradona arrivò all’appuntamento iridato dopo una preparazione specifica di diversi mesi, mentre Platini dovette affrontare una lunga e logorante stagione in Italia prima di presentarsi al Mondiale.
Resta però inevitabile tornare sull’episodio più iconico di quella competizione: la celebre “Mano de Dios”. Quello che per molti è diventato un simbolo romantico del calcio continua a essere considerato da altri un gesto irregolare che influenzò in maniera decisiva il torneo. Un episodio che ancora oggi divide l’opinione pubblica tra chi lo considera leggenda, molti e chi lo giudica un vero e proprio furto sportivo, pochi.

Mercato Juventus: Kolo Muani resta l’obiettivo principale

Guardando all’attualità, la Juventus continua a lavorare sul mercato alla ricerca del centravanti ideale per il nuovo progetto tecnico.
Le dichiarazioni di Giovanni Carnevali hanno confermato le nostre indiscrezioni: Randal Kolo Muani rappresenta uno dei principali obiettivi bianconeri. L’attaccante francese piace per caratteristiche tecniche, esperienza internazionale e capacità di adattarsi a diversi sistemi di gioco.
David è sul mercato e Dusan Vlahovic un capitolo chiuso.
L’accordo con il giocatore francese non rappresenterebbe un ostacolo particolarmente difficile da superare. Il nodo principale riguarda invece l’intesa con il club proprietario del cartellino, aspetto che richiederà ulteriori trattative nelle prossime settimane. 
Tra i nomi accostati alla Juventus c’è anche quello di Nicolò Zaniolo. E, sorprendentemente, il suo profilo sembra raccogliere un consenso molto ampio tra i tifosi bianconeri.
Le motivazioni sono diverse. Innanzitutto il costo dell’operazione, considerato sostenibile sia dal punto di vista del cartellino sia dell’ingaggio. A questo si aggiunge il fatto che Zaniolo sia un calciatore italiano, caratteristica che molti tifosi ritengono importante per rafforzare l’identità della squadra.
Infine c’è un aspetto emotivo che non passa inosservato: la nota simpatia del giocatore per i colori bianconeri. Un dettaglio che contribuisce a renderlo particolarmente gradito alla tifoseria juventina.

COMPLIMENTI ANCORA A KENAN YILDIZ per la seconda vittoria del premio "il pallone di tuttojuve"