Buffon: "Sceglierei altre 100 volte di restare alla Juve in serie B. Primo scudetto di Conte? Inaspettato"

12.02.2024 16:00 di Benedetta Demichelis   vedi letture
Buffon: "Sceglierei altre 100 volte di restare alla Juve in serie B. Primo scudetto di Conte? Inaspettato"
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Buffon ha parlato sul canale Youtube BSMT: 

Sulla Serie B...

"Alla fine viene fuori chi sei. Io sono sempre stato uno che nel momento di difficoltà degli altri puoi contare su di te stesso. Credo anche che fosse un’opportunità di dimostrare a determinati tifosi e ad un ambiente calcistico che si può giocare a calcio per determinati valori, lo rifarei cento volte. Anche se mi può essere costata qualcosa a livello di carriera, sono stato estromesso dal panorama calcistico europeo migliore per anni, non è stato facile, però credo che le scelte grandi ed importanti le debbano fare le persone che hanno la forza di farle. Mi auguro sia stato di ispirazione per altri. Faccio sempre quello. che sento. È stato semplice, dopo il Mondiale sono andato in sede alla Juventus, respiravi aria di dismissione. Era successo un cataclisma. Parlando con Alessio Secco che era il direttore, mi ha chiesto cosa volessi fare, io l’ho guardato e gli ho detto che se a loro fosse interessato io sarei rimasto. Si è aperto subito un altro futuro e prospettiva, non si aspettavano da me in quella situazione una risposta simile, siamo ripartiti insieme. Io penso che quello abbia dato energia".

Su Conte...

"Il primo scudetto fu inaspettato, a Udine. E poi l’anno di Conte, una cavalcata, una magia, lo scudetto della caparbietà e della tenacia. Conte? Come un elettroshock, è arrivato con il suo piglio da leader, da uomo carismatico, ci ha scosso e ci ha insegnato un discorso di gioco: è stato bravissimo nel convincerci con le sue proposte di calcio. Non è che avesse esperienza, poteva essere un punto interrogativo. Noi arrivavamo dopo i settimi posti, ma io ho detto subito che saremmo arrivati tra i primi due in campionato. Il Milan era talmente più forte di noi, ma certe cose le riconosci subito".

Sul passaggio dalla Juve al Paris Saint Germain...

"Per tanti anni io sono stato il capitano della Juve e conoscevo a menadito determinate dinamiche, però, non ho voluto che la mia presenza interrompesse la fluidità di un percorso. Ad inizio anno avevo deciso di smettere. Però poi è successo che non siamo andati al Mondiale e io continuavo a performare bene perciò ho pensato che non volevo chiudere così. A gennaio ho avuto un incontro con la dirigenza e ho sentito che non era la cosa giusta continuare. Così ho detto: 'Va bene così, non creiamo situazioni forzate'. Poi avevo già iniziato ad organizzare la mia vita post calcio, dopo di nel giro di un mese mi è arrivata la chiamata al PSG. Ed è stata un'esperienza eccezionale, perchè mi sono sentito libero. Parigi è una città che ha un respiro internazionale. Mi sono sentito bene, mi sono sentito un cittadino del mondo. A Parigi mi hanno voluto tutti bene e mi hanno dato tanto. Alla Juve pensavo fossimo campioni del mondo, poi sono arrivato lì e ho visto tutti quei giocatori insieme, Mbappè, Verratti e Thiago Silva. Con loro a Torino avremmo vinto quattro Champions League, poi ovviamente, come in tutte le cose, ci sono pro e contro".