Buffon: "Con la Zucchi un errore negli investimenti, ma ho salvato il lavoro di tanti dipendenti"
Buffon parla dei suoi investimenti: l'errore con Zucchi
Intervenuto al podcast "Smash e Cash", Gigi Buffon, ex portiere della Juventus e della nazionale azzurra, si sofferma a parlare di investimenti, e ricorda in particolare la sua entrata nel capitale sociale di Zucchi: "Il mio più grande errore negli investimenti? Una perdita grossa l'ho fatta quando avevo rilevato la Zucchi, che era un'azienda tessile che era già in difficoltà, anche per il settore. Allora eravamo entrati, avevamo portato finanza nuova e tutto quanto, abbiamo fatto un anno e mezzo-due di lavoro e ho avuto secondo me la sfortuna che la mia persona di riferimento dopo cinque o sei mesi gli è stato diagnosticato un male incurabile. Nel giro di sei-sette mesi se l'è portato via e io mi sono ritrovato praticamente da solo con questa azienda sulle spalle.
Nella difficoltà del momento c'era un'ultima tranche che avrei dovuto onorare per salvare l'azienda oppure avrei potuto rinunciare facendo fallire l'azienda e io, pur sapendo che la situazione stava andando male, ho voluto ugualmente onorare quella tranche. E non era una tranche da 100mila euro… Ho avuto la coscienza di dire: ‘Ci sono tanti lavoratori, ci sono tante famiglie dietro, ci sono tante persone che bene o male a questa azienda tengono e con questa azienda portano a casa il loro pane'. Ho detto: ‘Io ci rimetterò, ci sto rimettendo, ci rimetto, però poi son convinto che tanto i soldi li rifarò'. Perché io sono sempre convinto di questa cosa, anche se li perdo sono convinto che poi in un modo o in un altro li riesco a fare. E quindi ho detto: ‘Tu devi essere una persona che quando vai in giro devi sempre avere la testa alta'. Infatti pagai quella tranche e poi vendemmo l'azienda e ora l'azienda si sta riprendendo".
L'incontro inaspettato con un dipendente che ha fatto commuovere Buffon
"Un giorno sono in un autogrill con un mio amico, mi si avvicina una persona, mi guarda e mi fa: ‘Ciao Gigi'. Ho detto: ‘Ciao'. Mi dice: ‘Io non sono della Juve'. Ho detto: ‘Vabbè, è uguale, siamo dell'Italia'. ‘Ti volevo dire una cosa, io sono un dipendente di Zucchi e ti volevo ringraziare, perché io so che tu ci hai rimesso tanti soldi, ma so anche se ho ancora il lavoro grazie a te'. Io mi sarei voluto mettere a piangere, mi sarei potuto buttare sul pavimento dell'autogrill e piangere, perché per me è stata una soddisfazione eppure ci ho rimesso tanti soldi, ma non mi è fregato un cazzo. Trovare una persona che viene lì e ti ringrazia per la persona che sei, per quanto sei stato onesto, per quanto ti sei speso anche per gli altri, pur sapendo che quei soldi dell'ultima tranche erano buttati via, però alla fine mi fa piacere. E ti dà sicurezza per quello che sei come persona. Poi per quello che vali, lo dirà il tempo".
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