Adžić si prende il Sassuolo: gol e personalità contro il Cesena
Vasilije Adžić non poteva immaginare un esordio ufficiale migliore con il Sassuolo, il centrocampista montenegrino, arrivato in prestito dalla Juventus, è stato uno dei protagonisti del netto 3-0 contro il Cesena nei trentaduesimi di Coppa Italia.
Schierato titolare da Alberto Aquilani nel centrocampo neroverde, Adžić ha trovato il suo primo gol con la nuova maglia e ha offerto una prestazione convincente per qualità, movimenti senza palla e capacità di accompagnare l’azione offensiva. È rimasto in campo fino al 72’, quando ha lasciato il posto a Lipani, autore pochi minuti più tardi della rete che ha chiuso definitivamente la partita.
Quella del Mapei Stadium non è stata soltanto una serata positiva per il Sassuolo. È stata anche la prima conferma della bontà della scelta compiuta dal giocatore e dalla Juventus: dopo due stagioni caratterizzate da poco spazio a Torino, Adžić aveva bisogno di una squadra disposta a concedergli continuità e responsabilità.
Un inserimento da centrocampista moderno
L’azione del gol descrive bene le qualità migliori di Adžić. Il montenegrino ha letto in anticipo lo sviluppo sulla fascia sinistra e si è inserito alle spalle dell’attaccante, occupando con i tempi corretti lo spazio lasciato libero dalla difesa del Cesena, sul cross di Josh Doig, mancato da Bowie al centro dell’area, Adžić è arrivato sul pallone senza esitazioni e ha concluso con il sinistro sotto la traversa. Un’esecuzione potente e precisa che non ha lasciato possibilità al portiere avversario. Voti alti per lui compresi tra il 6,5 e il 7, sottolineando proprio la qualità dell’inserimento e la continuità della sua presenza nel gioco.
Non è stato un episodio isolato. Adžić ha interpretato il ruolo di mezzala cercando frequentemente la zona di rifinitura e accompagnando gli attaccanti. Ha mostrato di poter essere pericoloso quando può partire da una posizione più arretrata e attaccare l’area senza offrire riferimenti precisi ai difensori.
La sua prestazione è stata facilitata dal controllo esercitato dal Sassuolo, ma il giovane centrocampista ha avuto il merito di sfruttare l’occasione senza nascondersi.
Aquilani può valorizzarne le caratteristiche
Il sistema di gioco di Aquilani sembra particolarmente adatto ad Adžić. Nel 4-3-3 del nuovo allenatore, il montenegrino può agire da mezzala offensiva, partecipare alla costruzione e liberarsi per andare alla conclusione.
Accanto a un calciatore esperto come Nemanja Matić, chiamato a garantire ordine e protezione, Adžić può assumersi qualche rischio in più. La presenza del connazionale davanti alla difesa rappresenta inoltre un punto di riferimento importante per aiutarlo a comprendere i ritmi e le responsabilità richiesti dal ruolo.
Contro il Cesena il Sassuolo ha schierato un centrocampo giovane e tecnico, completato da Bakola. Adžić non ha dovuto gestire da solo la costruzione, ma ha potuto concentrarsi sui movimenti tra le linee e sugli inserimenti. È proprio in queste situazioni che riesce a esprimere il proprio potenziale.
Il suo fisico gli permette di reggere il contatto, mentre il sinistro rappresenta un’arma dalla media distanza e nelle conclusioni dentro l’area. Per diventare un centrocampista completo dovrà migliorare nella continuità, nella velocità delle scelte e nel lavoro difensivo, ma la prima risposta è stata incoraggiante.
Il prestito necessario dopo il poco spazio alla Juventus
Alla Juventus il talento di Adžić non è mai stato realmente in discussione. Il problema è stato soprattutto la mancanza di continuità. Nelle prime due stagioni italiane il montenegrino ha trovato pochi minuti, alternando qualche lampo a lunghi periodi trascorsi in panchina, la concorrenza e la necessità della Juventus di ottenere risultati immediati hanno rallentato il suo percorso. Per un centrocampista ancora in fase di formazione, entrare soltanto nel finale delle partite non era sufficiente per consolidare sicurezza e automatismi. Il trasferimento al Sassuolo è nato proprio dalla necessità di cambiare scenario. Adžić è approdato in Emilia con la prospettiva di giocare molto di più e di essere valutato all’interno di un progetto orientato alla crescita dei giovani. L’accordo prevede un prestito per la stagione 2026/27, accompagnato da un’opzione di acquisto per il Sassuolo e da una possibilità di riacquisto in favore della Juventus. Una struttura che permette ai neroverdi di investire sul giocatore e ai bianconeri di non perderne completamente il controllo.
Un segnale alla Juventus
La rete contro il Cesena non basta naturalmente per stabilire se Adžić sia già pronto per tornare da protagonista a Torino. È però il primo passo nella direzione richiesta dalla Juventus, il montenegrino deve dimostrare di poter incidere con regolarità in Serie A, non soltanto attraverso i gol ma partecipando a tutte le fasi della partita. Dovrà migliorare nella gestione dei momenti, diventare più intenso senza pallone e imparare a mantenere lo stesso livello nell’arco dei novanta minuti.
La qualità tecnica, invece, è evidente. Adžić possiede un sinistro potente, sa attaccare lo spazio e può ricoprire più posizioni tra centrocampo e trequarti. Caratteristiche interessanti anche per una Juventus che continua ad avere bisogno di maggiore talento nella zona centrale del campo.
Il Sassuolo può offrirgli ciò che a Torino gli è mancato: tempo. Aquilani sembra intenzionato a responsabilizzarlo e la prima partita ufficiale ha mostrato un giocatore pronto a raccogliere l’occasione.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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