L’Inter parla inglese: più alternative per Chivu, ma resta il dubbio Stones

L’Inter parla inglese: più alternative per Chivu, ma resta il dubbio StonesTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
L’Inter riparte contro il Monza con una rosa più profonda e una difesa rinnovata. Stones e Spence sono arrivati, mentre Chivu aspetta Curtis Jones.

L’Inter campione d’Italia riparte da San Siro e dalla sfida contro il neopromosso Monza, dopo un’estate condizionata dal Mondiale e da una preparazione inevitabilmente frammentata, per la squadra di Cristian Chivu è arrivato il momento di verificare sul campo il valore di una rosa profondamente rinnovata.

La società ha guardato soprattutto alla Premier League per rinforzarsi. Gli arrivi di John Stones e Djed Spence hanno cambiato la struttura della difesa, mentre Curtis Jones rimane il grande obiettivo per completare il centrocampo. Chivu lo considera un giocatore capace di offrire nuovi sbocchi alla manovra e di aumentare il dinamismo nella zona centrale.

L’attacco, invece, è rimasto sostanzialmente invariato. Lautaro Martínez, Marcus Thuram, Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito garantiscono soluzioni differenti, anche se durante le amichevoli estive sono mancati i gol. Un dato che non deve creare allarmi: i titolari hanno disputato pochi minuti e la preparazione è stata costruita soprattutto in funzione dell’inizio del campionato.

Pio Esposito e Bonny favoriti contro il Monza

Le condizioni dei giocatori reduci dal Mondiale potrebbero orientare le prime scelte di Chivu. Lautaro ha disputato soltanto una ventina di minuti contro il Betis, mentre Thuram non è ancora riuscito ad accumulare un minutaggio significativo.

Per questo motivo Pio Esposito e Bonny sembrano favoriti per partire titolari contro il Monza. Nessuno dei due è riuscito a segnare durante il precampionato, ma giudicare gli attaccanti attraverso i risultati delle amichevoli sarebbe poco utile.

Pio ha partecipato a cinque incontri senza trovare la rete, affrontando avversari come Manchester City, Milan, Juventus e Betis. Il giovane centravanti ha però lavorato per la squadra, occupato l’area e continuato il proprio percorso di inserimento all’interno delle rotazioni.

Bonny offre caratteristiche complementari. Può muoversi lontano dalla porta, attaccare la profondità e dialogare con i compagni. La loro possibile presenza dal primo minuto permetterebbe a Lautaro e Thuram di completare gradualmente il recupero, pur lasciando aperta la possibilità di un impiego dell’argentino.

La voglia del capitano è sempre difficile da contenere. Se offrirà garanzie fisiche negli ultimi allenamenti, Chivu potrebbe modificare le proprie intenzioni.

Una difesa nuova dopo Acerbi e De Vrij

La trasformazione più evidente riguarda il reparto arretrato. Le partenze di Francesco Acerbi e Stefan de Vrij hanno chiuso un ciclo, mentre gli arrivi di Stones e Benjamin Pavard hanno aumentato qualità ed esperienza internazionale.

Sulla carta, la difesa dell’Inter appare più completa. Stones può giocare da centrale, da braccetto e persino avanzare a centrocampo durante la costruzione. Una duttilità particolarmente preziosa per Chivu, che vuole una squadra capace di cambiare disposizione senza necessariamente ricorrere alle sostituzioni.

Pavard conosce già la Serie A e possiede le caratteristiche adatte per interpretare una linea a tre o a quattro. La sua eventuale cessione, legata alle esigenze economiche della società, priverebbe però l’allenatore di una soluzione affidabile.

La dirigenza potrebbe considerare positiva una plusvalenza sul francese, ma dal punto di vista tecnico Chivu preferirebbe conservarlo. Per competere contemporaneamente in campionato e in Europa, l’Inter ha bisogno di alternative dello stesso livello e non soltanto di un undici titolare competitivo.

Stones è un grande acquisto con un’incognita

Il valore di Stones non può essere messo in discussione. Il difensore inglese possiede esperienza, personalità e una qualità nella gestione del pallone rara per il ruolo. Può attirare la pressione, superare la prima linea avversaria e diventare un centrocampista aggiunto.

Il vero interrogativo riguarda la sua affidabilità fisica. Nelle ultime due stagioni al Manchester City ha disputato rispettivamente 1.134 e 1.144 minuti, saltando numerose partite a causa di problemi muscolari.

Cosce, polpacci e adduttori lo hanno costretto a interrompere ripetutamente il proprio percorso. Anche la decisione del City di non rinnovargli il contratto è stata influenzata dalle difficoltà nel garantirne la disponibilità con continuità.

Il Mondiale ha comunque offerto segnali incoraggianti: sette presenze e cinque partite iniziate da titolare, con l’assenza nella finale per il terzo posto dovuta a una scelta tecnica. Se riuscirà a mantenere una buona condizione, Stones può diventare uno degli acquisti più importanti dell’intero campionato.

L’Inter dovrà però gestirlo con attenzione, evitando sovraccarichi e utilizzando la profondità della rosa. Il suo contributo sarà determinante soprattutto nelle partite europee, dove la capacità di uscire dalla pressione può cambiare il livello della squadra.

Spence raccoglie l’eredità di Dumfries

Anche l’arrivo di Djed Spence rientra nella rivoluzione inglese. L’esterno ha già conosciuto il calcio italiano durante una breve esperienza al Genoa, senza riuscire a lasciare un segno evidente. Successivamente è cresciuto al Tottenham, prima di trovare meno spazio con Roberto De Zerbi, che gli ha preferito Pedro Porro e Destiny Udogie.