Calendari, giornali, plusvalenze, caos FIGC e "cartone": questa è l'Italia!
Questa lunga pausa per la Nations League (manifestazione di cui si sentiva profondamente il bisogno) ha portato diversi spunti interessanti. Ne segnalo alcuni.
L’ITALIA DI ESPOSITO E QUELLA DI KEAN – Dal punto di vista comunicativo è interessante notare come nel giorno di Italia-Belgio sulle prime pagine di due giornali sportivi campeggiassero le foto di Pio Esposito per incitare gli azzurri. Dopo la sconfitta, invece, evidentemente in assenza di juventini attuali, la foto a tutta pagina è stata quella di Kean. Tutto in regola invece dopo la vittoria in Turchia, con i fratelli Esposito in bella mostra (come diceva una vecchia pubblicità “Tu gust is mei che uàn”, citazione per non Millenial…). Tra l’altro è singolare che giornali con direttori ed editori differenti facciano le stesse identiche scelte fotografiche in prima pagina…
CAOS FIGC – Mentre la Nazionale è in campo, il presidente della FIGC è in mezzo a una bufera per la mancanza di requisiti per l’elezione. Nei prossimi giorni si deciderà sul commissariamento. La vicenda è diventata ovviamente subito una “guerra per bande” (Coni-politica vs Figc-Uefa) che fa ben capire quale sia il reale stato delle cose in materia di gestione del calcio in Italia. Un ulteriore chiarimento sui poteri in campo è arrivato dal fatto che a trattare con politica e Malagò non sia il presidente della Lega Serie A o una figura istituzionale, ma Giuseppe Marotta. Se commissariamento fosse, bisognerebbe capire di che tipo di azione si tratterebbe: commissario ad interim fino a nuova elezione regolare di Malagò, oppure (come dovrebbe essere per ridare credibilità al sistema) azzeramento della FIGC compresi i vari Viglione, Butti e Chiné che negli anni hanno dimostrato di non essere imparziali, per aprire una nuova stagione?
CALENDARI, NUOVO RECORD– A proposito di Butti, in attesa di studi analitici sui calendari di Serie A degli ultimi anni, e ribadendo che nel mese di ottobre la Juventus sarà l’unica ad affrontare tre gare in trasferta su quattro in campionato (con l’intermezzo di un’ulteriore trasferta a Vigo, in Spagna) si registra un nuovo record per la società bianconera tra anticipi e posticipi fino a gennaio: prima della sfida con l’Inter del 10 gennaio (toh!) ci saranno solo 63 ore di riposo tra la trasferta di Bologna e il derby con il Torino, contro le 72 pattuite dalla Fifa con il sindacato dei calciatori, perché considerato il minimo per un recupero adeguato (anche se non si tratta di una regola vera e propria).
KLOPP E MANCINI, DIFFERENZE TRA CT– La vicenda del Manchester City che deve rispondere di 114 capi d’accusa per violazioni delle regole finanziarie dal 2009 al 2018 ha fatto emergere le enormi differenze esistenti tra Inghilterra e Italia (Farsopoli). Innanzitutto, il procedimento sportivo è durato anni e non settimane – e altri anni ci vorranno per arrivare alla conclusione - perché giustamente si tengono in considerazione la difesa e la presunzione di innocenza. In secondo luogo chi non ha vinto in quegli anni alle spalle del City ben tre campionati, ovvero Jurgen Klopp, ha dichiarato: “Non festeggerei i titoli revocati, ho troppo rispetto per Guardiola e per il calcio che il City ha giocato”. Ora Klopp è CT della Germania, mentre sulla panchina dell’Italia c’è Mancini che uno scudetto con il City l’ha vinto (forte di un doppio contratto tra Manchester e Abu Dhabi che è tra le contestazioni in oggetto in Inghilterra), e soprattutto nel 2006 era sulla panchina dell’Inter che ricevette il generoso omaggio dello “scudetto di cartone” dall’ex amministratore nerazzurro e commissario FIGC Guido Rossi. “Nello sport se uno vince barando, viene premiato chi è arrivato dopo” disse Mancini in piena bagarre Farsopoli reclamando il titolo per la sua Inter, battezzandolo subito “lo scudetto degli onesti” (poi il tempo è stato galantuomo con questa definizione). E comunque in Inghilterra i bilanci vengono analizzati sul serio e non ci si ferma alle plusvalenze di qualcuno…
PLUSVALENZE E RICAPITALIZZAZIONE – Ed a proposito di plusvalenze, per non farsi mancare nulla, in questi giorni è stata assolta l’Udinese per quella di Mandragora con la Juventus. E qui si riapre la questione dell’altro processo farsa che ha azzerato per la seconda volta in 18 anni la dirigenza bianconera. Ormai è chiaro che evidentemente la Juventus ha fatto da sola gli scambi di giocatori, con annesse plusvalenze che sono legittime per la FIGC (che le indica nel suo report annuale come regolare provento del 20% circa delle entrate delle società professionistiche), ma non vanno bene per la stessa FIGC – e solo per lei, viste le decisioni dei vari tribunali ordinari - se a farle in un certo numero è la Juventus. Gli altri possono fare quello che vogliono, compreso valutare una ventina di milioni giovani sconosciuti o portieri a fine carriera per arrivare all’acquisto del capocannoniere del campionato. E giova ricordare che è anche per quei 100 milioni sfumati a tavolino che Exor ha dovuto procedere a una nuova ricapitalizzazione in questi giorni. Così come giova ricordare che alla Juventus i bilanci vengono messi a posto con soldi veri, al contrario di altre realtà. Questo senza voler giustificare gli evidenti errori gestionali degli ultimi anni e il “suicidio assistito” della squadra nella passata stagione: suicidio perché si è buttata via fallendo incredibili gare casalinghe nel finale di stagione, assistito perché le decisioni arbitrali clamorosamente contrarie l’hanno accompagnata verso l’Europa League.
Direttore: Claudio Zuliani
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