La stoccata di Canovi alla Juventus: "Manca il centrocampo e l'attaccante non è Spallettiano. Motta? Carnevali non lo avrebbe esonerato. E sul suo futuro..."
"Il risultato col Cagliari mi è sembrato tutto sommato corretto, la Juventus ha fatto molto possesso palla e pochi tiri pericolosi. I bianconeri possono fare di più, di questo ne sono sempre stato convinto. Ma c'è una cosa che non mi convince pienamente". Pensieri e parole di Dario Canovi, papà dell'agente Alessandro e uno dei più importanti nel suo ruolo in Italia, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato l'inizio di stagione della Juve e non solo:
Juve carente a centrocampo e non Spallettiana
Ora la domanda sorge spontanea: che cosa non la convince?
"Il mercato, per un certo verso, è stato anche giusto, ma è da anni che manca il centrocampo. Con l'infortunio di Locatelli, poi, il reparto è diventato ancora più carente".
Quindi, parafrasando una pubblicità di un po' di tempo fa... No centrocampo, no party?
"Questo è un centrocampo che non può ambire a vincere lo scudetto, ci sono squadre come l'Inter che sono superiori in quella zona di campo. E questo è uno dei motivi per cui i bianconeri non riescono mai a fare il salto di qualità. Esclusi i nerazzurri, che non mi sembrano avere rivali in Italia, ci sono almeno cinque club che lotteranno per la Champions. La Juve sarà una di quelle, ma le competitor sono pericolose".
Crede che questa Juve non sia Spallettiana al 100%?
"Secondo me non è Spallettiana perché manca la punta centrale, non lo è Kolo Muani e non lo era nemmeno Vlahovic. C'è qualche carenza anche lì. Le squadre di Spalletti hanno sempre fatto molti gol, ma costruiva delle squadre che riuscivano in tutto questo. Se il centrocampo, che è il motore di quest'auto, non costruisce e non crea occasioni, la Juve di sicuro fa pochi gol e i risultati non arrivano. Douglas Luiz ha avuto sì un buon inizio, ma non è un giocatore veloce nella testa. Non ha quella rapidità di idee che consentono alla squadra di arrivare alla porta avversaria con buone chance di segnare".
Si, bisogna sostenere Spalletti
I tifosi, specialmente sui social, invocano al cambio in panchina. Lei che ne pensa?
"Se si crede nel gioco di Spalletti, bisogna sostenerlo. Questo vale per lui come per tutti gli altri, non è che le idee vanno cambiate subito. La Juve è attualmente a -5 da un Inter al di sopra della media e a -2 dal Cagliari quarto con cui ha pareggiato, quindi più o meno è lì con le altre".
Motta? Parte del tifo contro perché sostitutiva i protetti dalla stampa
Perché il centrocampo attuale, che è lo stesso allenato da Motta, tre anni fa era considerato potenzialmente da scudetto mentre ora invece no?
"E' regredito nei suoi interpreti e di conseguenza lo vediamo nelle prestazioni. Poi lasciatemi dire una cosa su Motta, ovvero che gli è accaduta una cosa quasi irripetibile: purtroppo sostituiva sempre qualcuno che era troppo protetto dalla stampa, con la conseguenza che una parte del tifo non era dalla sua parte".
La interrompo per un attimo: sostituiva, chi? A chi si riferisce?
"Non farò nomi, mi riferisco a calciatori che giocano ancora nella Juventus. E continuando il discorso, questo ha creato un malcontento che non doveva esistere. Anche perché Thiago era riuscito comunque a vincere delle partite importanti. Il Napoli ad Eindhoven l'ho visto perdere 6-2, l'anno prima la Juve è uscita dalla Champions per colpa di un palo preso da Vlahovic. A lui sono stati fatti pesare dei risultati negativi che per altri sono stati ignorati, non è che quelli dopo di lui abbiano fatto meglio".
Ha scontato errori non commessi
E' stato esonerato, dunque, per questo motivo?
"Credo gli abbiano fatto scontare anche degli errori che non ha fatto. D'altronde c'è stata una parte di stampa che era troppo amica alla Juventus di un vecchio presidente e di un vecchio allenatore. Nessuno è infallibile e quindi anche lui avrà sicuramente commesso degli sbagli, però non gli è stato perdonato nulla. Ho sentito anche dire che Thiago avrebbe voluto l'allontanamento di Soulé, nulla di più sbagliato. Era uno di quei calciatori che voleva tenere, ma è andato via per una questione di bilancio".
Carnevali non lo avrebbe esonerato così in fretta
Curiosità: con un'altra dirigenza, magari quella che c'è adesso, Thiago Motta sarebbe rimasto alla Juve?
"Sono convinto di sì, perché Carnevali e Massara lo avrebbero supportato e soprattutto aspettato".
In generale, se prendi un allenatore con quelle idee è perché innanzitutto ci credi. No?
"Il gioco di Thiago, obiettivamente, è diverso da quello di molti altri allenatori. Quello che è riuscito a fare a Spezia e Bologna era riuscire a mettere in campo delle idee moderne, simili a quelle di Luis Enrique e a quelle della Spagna in generale. Bisognava avere la pazienza di aspettarlo e dargli tempo, cosa che non è stata fatta. Arteta e Klopp non hanno vinto subito al primo anno con Arsenal e Liverpool, tanto per dire".
Forse si è pentito delle offerte rifiutate
Ora cosa bolle in pentola per Motta?
"Lui ha rifiutato diverse società, un paio di italiane e molte straniere. La sua voglia di rientrare è divenuta più acuta, forse certe offerte oggi non le rifiuterebbe più. Credo abbia voglia di tornare al lavoro e sia stanco di rimanere a casa. Lui è in possesso dei mezzi necessari per tornare ad allenare grosse realtà. Questo è il mio pensiero".
Mi auguro vittoria Juve in Europa League
Chiudo con una domanda sulla Juve: a suo parere può vincere l'Europa League?
"Me lo auguro, ha la squadra e i mezzi per poterlo fare. E' una delle favorite per la vittoria finale".
Si ringrazia Dario Canovi per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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