Servono due attaccanti?

Servono due attaccanti?TuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Juventus, il pareggio di Cagliari rilancia l'idea delle due punte: Kolo Muani e Woltemade insieme possono aiutare Spalletti contro le difese chiuse.

La partita di Cagliari offre un'indicazione tattica importante: contro avversari che difendono con tanti uomini nella propria area, la Juventus deve valutare seriamente l'utilizzo di due attaccanti. Kolo Muani, troppo spesso isolato nel primo tempo, ha trovato maggiore libertà quando Spalletti ha aumentato la presenza offensiva con Woltemade. Non è una soluzione valida per ogni partita, ma può diventare fondamentale per superare le squadre che concedono pochi spazi.

Contro il Cagliari un problema evidente: Kolo Muani troppo solo

La Juventus ha dominato territorialmente buona parte della partita contro il Cagliari, ma per lunghi tratti ha dato l'impressione di non sapere come superare la difesa avversaria. Kolo Muani ha cercato di muoversi, attaccare la profondità e offrire riferimenti ai compagni, ma spesso si è trovato circondato da più difensori. Il problema non riguardava soltanto la prestazione individuale del francese. Era soprattutto una questione di occupazione degli spazi. Quando una squadra difende con una linea molto compatta, avere un solo attaccante centrale può facilitare il lavoro dei difensori. Il centravanti viene controllato, i centrocampisti avversari chiudono le linee di passaggio e gli esterni sono costretti a cercare soluzioni complicate. È quello che la Juventus ha sperimentato per lunghi tratti della gara.

Due attaccanti per riempire meglio l'area

Contro squadre che scelgono di difendersi basse, la presenza contemporanea di due punte può offrire diversi vantaggi. Innanzitutto aumenta il numero di giocatori che occupano l'area di rigore. In secondo luogo costringe i difensori centrali a dividersi i compiti, riducendo la possibilità di concentrare tutta l'attenzione su un unico riferimento. Infine permette a un attaccante di venire incontro al pallone mentre l'altro attacca lo spazio. Sono movimenti semplici in teoria, ma che possono diventare determinanti contro avversari particolarmente organizzati. La Juventus dispone di due giocatori con caratteristiche differenti e potenzialmente complementari. Woltemade offre fisicità e presenza centrale, mentre Kolo Muani può sfruttare meglio mobilità e velocità. L'obiettivo non deve essere quello di schierare due centravanti soltanto per aumentare il numero di uomini offensivi.

Kolo Muani rende di più quando può muoversi

La prestazione del francese a Cagliari rafforza questa ipotesi. Kolo Muani ha trovato il pareggio con un colpo di testa sul cross di Alajbegovic e successivamente ha colpito una traversa. Due episodi che dimostrano come l'attaccante possa essere decisivo quando riceve palloni nelle condizioni giuste. Il francese non è necessariamente un centravanti da lasciare fermo tra i due difensori centrali. Possiede caratteristiche che gli consentono di partire da posizioni differenti, attaccare gli spazi e partecipare alla costruzione. Con Woltemade accanto può avere maggiori possibilità di interpretare queste situazioni. Lo stesso Spalletti, dopo la partita, ha spiegato di apprezzare la libertà di movimento del suo attaccante. Il punto è capire come valorizzarla con continuità.

Woltemade può essere utile anche senza segnare

Il contributo di Woltemade non va valutato esclusivamente attraverso il numero di conclusioni. A Cagliari il tedesco non ha offerto una prestazione particolarmente brillante sul piano individuale. La sua presenza, però, ha dato alla Juventus un riferimento fisico aggiuntivo. Contro difese chiuse, un giocatore della sua struttura può impegnare i centrali, giocare di sponda e creare spazio per gli inserimenti.

La Juventus deve imparare a vincere anche le partite bloccate

Il pareggio di Cagliari non dimostra che giocare con due attaccanti garantisca automaticamente la vittoria. Dimostra però che la Juventus ha bisogno di alternative più incisive quando il possesso non produce occasioni sufficientemente pericolose. Kolo Muani e Woltemade insieme possono rappresentare una soluzione importante, soprattutto nelle gare in cui serve maggiore presenza nell'area avversaria. La qualità di Alajbegovic e Zhegrova può completare il quadro. Spalletti deve trovare il modo di far convivere queste caratteristiche senza compromettere l'equilibrio. Perché una Juventus che vuole stare in alto non può permettersi di diventare prevedibile contro le squadre che si chiudono.

E, soprattutto, non può continuare a lasciare punti per strada nelle partite in cui è chiamata a fare la partita.