Rinnovi troppo facili. Soprattutto se poi cambiano le idee
Nel giro di un anno ci sono stati due rinnovi troppo semplici. Quello di Igor Tudor, con tutti quanti che remavano verso la direzione Antonio Conte, per due stagioni. Eppure nessuno era stato convinto di quanto si era visto, poi il tecnico croato è stato bravissimo a non pesare (troppo) sul bilancio bianconero e aveva risolto ancor prima di avere in mano l'offerta del Tottenham. Eppure era arrivato il quarto posto, seppur sul filo di lana e con un'ansia non preventivabile a inizio stagione.
Il rinnovo di Luciano Spalletti è stato organizzato per dare forza al tecnico. Per mantenere la barra dritta in un momento difficile. Indubbiamente la stabilità dell'allenatore di Certaldo ha permesso alla Juventus di non avere (troppe) critiche, né contestazioni da parte dei tifosi. Poi arriva la sconfitta con la Fiorentina e tutti i nodi vengono al pettine. Perché, ed è evidente, che i risultati contano sempre di più nel calcio che non le parole, i discorsi oppure le varianti tattiche.
Ora però la sensazione è che la situazione sia un po' sfuggita di mano. Così bisogna capire: cambieranno le idee in casa Juve? Se è vero che Comolli è in bilico oramai da mesi - più fuori che dentro, come scriviamo da marzo - il rischio repulisti con la Champions può toccare anche altre figure? Probabilmente non Chiellini, che avrà la sua chance. Gli altri però qualche brivido possono correrlo.
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