Criscitiello: “Fallimento Juve, la colpa è dei cugini di campagna”

Criscitiello: “Fallimento Juve, la colpa è dei cugini di campagna”TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve
Michele Criscitiello parla della pesante situazione della Juventus

Michele Criscitiello su Sportitalia.com analizza il momento della Juventus.
 

Possiamo dare la colpa a Spalletti, certo. Ha le sue responsabilità. Uno come lui non può fallire, dopo lo scudetto a Napoli, sia con la Nazionale che con la Juventus. Motta e Tudor se la ridono ma Luciano doveva portare a casa almeno il minimo sindacabile.

La colpa vera, però, quella è sempre dei calciatori. In campo vanno loro (purtroppo per i tifosi). Tanti direttori, troppi, molta confusione nell’organizzazione e troppe teste pensanti che insieme vanno in corto circuito. Fin qui tutto abbastanza comprensibile.

John Elkann, Andrea Agnelli e la guerra in famiglia

C’è un però… Però la colpa è di John Elkann. Uomo di affari, di finanza, intelligenza superiore a noi comuni mortali ma il calcio è un altro film. Si, il vero disastro lo ha fatto lui e sta portando la Juventus dove l’aveva lasciata prima della successione di Andrea Agnelli. Cugini nemici, non come quelli di campagna, una lotta familiare che alla fine fa solo il male della società. Andrea Agnelli era l’unico che poteva portare avanti il calcio a Torino. Per il cognome, quello storico, e perché in famiglia è l’unico ad amare questo sport e questo mondo. Le competenze le ha acquisite con il tempo e se ti chiami Agnelli e studi un pò il calcio (se lo ami) o sei tutto stupido o saprai investire bene il denaro. Anche lui ha commesso i suoi errori sul finale di ciclo ci mancherebbe; non parliamo di un alieno ma di un dirigente bravo e competente. La forza di John, però, è maggiore a quella di Andrea. Un cugino ha tolto il giocattolo all’altro, poi se l’è ripreso ma se non sai fare calcio non impari neanche in 10 anni.

Mercato sbagliato e una Juventus senza identità

Elkann è tornato e ha sbagliato. Come accadde al primo giro di giostra. Uno che prende Comolli, esperienza italiana zero con la presunzione che gli algoritmi valgano più dell’occhio umano, non merita di andare in Champions League. Sessioni di mercato disastrose. Soldi buttati per calciatori inadeguati al progetto. E sul finale perdere la Champions con squadre già salve o retrocesse è una follia che non ti puoi permettere. Serve un’altra rivoluzione ma ogni anno non si può andare avanti così. Comolli è il primo a dover andare via. Con tutto il rispetto, il massimo dirigente della Juventus non può arrivare, ad una finale di Coppa Italia Primavera, mano nella mano con la moglie. Non è parlare di cose private ma ad eventi sportivi, in rappresentanza del più grande club italiano, bisogna anche sapersi presentare. La vita privata è una cosa ma in quella sede sei il Numero 1 o 2 della Juventus. Non è certo questo un tema serio ma fa rendere l’idea sulla pochezza dell’attuale club. Questa Juventus è pessima. John deve esserne consapevole. Spalletti ha le sue colpe ma deve restare. Con dirigenti validi, anche se pure lui si deve dare una sveglia. La fattoria è bella ma se noi dai da mangiare agli animali prima o poi li perdi.