Qualche meraviglia prima di Siviglia
Versatile, offensivo, completo nell’attacco e con una notevole fisicità, Moise Kean ha inevitabilmente sollevato la grandissima curiosità da parte di tutti gli appassionati e non solo di calcio nel veder debuttare in campo il primo classe 2000 della storia a calcare un campo di serie A, oltre che ammirare le sue notevoli potenzialità tecniche.
La prima meraviglia della serata è senza ombra di dubbio racchiusa dentro questa fantastica storia del ragazzo debuttante più giovane del nuovo millennio nella storia della serie A.
Sperimentato che il talento da solo non basta per realizzare i propri sogni ma che occorre anche tanto impegno e sacrificio, il giovanissimo attaccante bianconero ha destato non poca curiosità attorno a lui: di primo impatto a vederlo in campo allo Stadium è sembrato un centravanti d’esperienza, estroso e freddo sotto porta, poco sorridente e molto serio, probabilmente per non farsi tradire dalle fresche emozioni e già solo questo ne potrebbe descrivere una grande personalità; e pensare che fino a pochi anni fa era un bambino.
Quale futuro, dunque, per un giovanissimo del genere in orbita Juventus?
Domanda che non si pone soltanto tutti i tifosi bianconeri, ma anche gli appassionati di calcio e addetti ai lavori bianconeri in generale. Domande di questo tipo troveranno risposte sorprendenti soltanto nel talento e nelle future performance di Moise Kean dove la Juventus dovrà avere cura di lui nel farlo crescere da vero campione, senza consentirgli di bruciarsi e la fretta di diventare subito "qualcuno" se non se stesso.
Le sue partite con la maglia della Primavera e sotto la guida di mister Fabio Grosso tendono a garantire per lui che sarà un grande calciatore dal futuro roseo. Da esterno d’attacco quale era, il giovane tecnico bianconero lo sta reinventando punta centrale. Il suo modo di giocare infatti ha movimenti misurati col conta gocce: poca corsa senza pallone, ma che permette a Kean di farsi trovare sempre al punto giusto quando riceve il pallone; spesso slalom o serpentina a seminare gli avversari e boom: pallone quasi sempre a gonfiare la rete.
Per ora il suo posto è nella primavera della Juventus e nella panchina della prima squadra, dove puntualmente viene convocato da Allegri sognando magari chissà, di fare gol in prima squadra. E allora sì, che sarebbe ancora più storia.
Ligio ad uno spogliatoio ferreo intriso di professionalità e rispetto, è al tempo stesso coccolato dai veterani, sperando possa avere l'opportunità, in un periodo non troppo lungo, di mettere in scena quel che è del suo repertorio.
Nel frattempo, godiamoci la pura spensieratezza di un ragazzo che a 16 anni si è trovato a calcare il prato dello Juventus Stadium al fianco di Higuain, e nonostante tutto il numero 34 della Vecchia Signora non starebbe avvertendo pressioni o grandiosi aspettative: segno inconfondibile di spalle larghe e, come ogni giovane che si rispetti e riconosca, l'immancabile voglia di spaccare il mondo.
La serata di ieri allo Juventus Stadium tuttavia, meglio non poteva di certo immaginarsela il giovane Kean, condita da un rotondo 3 a 0 e da un'ottima prestazione dei suoi compagni contro un non troppo modesto Pescara.
E' bastata un’incursione di quelle che soltanto un brillante Khedira riesce a fare per sbloccare un risultato dal piccolo trotto iniziale e per decifrare l'altra meraviglia della serata torinese; ancora una volta il Tedesco si mostra filo conduttore delle idee e della visione di gioco, l'unico capace di spezzare le trame offensive quando è in forma in mezzo al campo. Fondamentale per tecnica, dinamismo e impostazione fisica. Tutto ciò spiana la strada nella ripresa ai padroni di casa che dilagano e si presentano nel miglior dei modi al fondamentale incontro di Champions League con il Siviglia, nonostante le numerose assenze in campionato allo scopo di preservare le energie di uomini chiave come Buffon, Chiellini, Marchisio e Pjanic su tutti ( senza dimenticare gli illustri assenti per infortunio come Dybala, Pjaca e Barzagli) e che potranno tornare utili in Europa.
Madama ha saputo calarsi perfettamente nella parte, decidendo di indossare uno dei suoi abiti serali più belli: si è rivisto anche un ringalluzzito Hernanes che timbra, ad onor di un'altra meraviglia, il suo secondo goal in maglia bianconera festeggiato con la solita capriola, un Mandukic che funge da vero rapace d'area di rigore, e un Higuain estremamente generoso e sfortunato, dove soltanto il palo gli impedisce di mettere la firma sul match. Appuntamento rimandato a martedì in quel di Siviglia per il pipita.
Nella seconda frazione di gioco, c'è tempo e spazio anche per le grandi emozioni: bellissimo il gesto da parte di tutto lo stadio all'ingresso dell'ex Simone Pepe: un lungo e sincero applauso accompagnato da vari cori di riconoscenza, stanno a rinforzare un legame di affetto e stima reciproca destinato a non sciogliersi mai, in segno di rispetto e nel ricordo di un'annata, quella della stagione 2011/2012, indimenticabile e capace di far sussultare il cuore di ogni bianconero. E questa sì, che è un'altra meravigliosa storia.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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