Kolo Muani ne fa bene due e poi ritorna da capo. Come il gioco dell'oca
Qual è il vero Kolo Muani? Quello che spacca la difesa dell'Atalanta con le sue accelerazioni oppure il Mr Hyde di Robert Louis Stevenson che con il Lecce non ne azzecca una? È una domanda da farsi perché sembra un refrain che si ripete ogni volta quando si parla del francese. Bene una o due partite di fila, poi (parecchio) male in quella seguente. Difficile anche comprendere quale sia la difficoltà, se non un rapporto con il gol che sta incominciando a diventare litigarello. E si sa che il centravanti della Juventus non può non segnare, pena le critiche continue di ambiente e stampa.
Il gioco dell'oca
Però questo iniziare, ripartire e poi ricominciare da capo non fa bene alle parti in causa. Kolo ha le sue difficoltà e i suoi limiti, per esempio non è un centravanti d'area di rigore. Servirebbe giocare come l'Eintracht di Francoforte e non con il possesso e la superiorità come vorrebbe Spalletti, soprattutto perché gli spazi si riducono drammaticamente quando ci sono troppi difensori nella trequarti difensiva avversaria.
Del resto la Juventus è deputata a fare la partita con chiunque. Poi sì, capitano le squadre che ti lasciano più spazio e il francese solitamente riesce a infilarsi, magari facendo anche la differenza. Qualche gol in più con le piccole, però, sarebbero cosa gradita.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

