Juventus, Thuram ha avuto il suo rigore. Ma quello di Vlahovic? Due episodi che riaprono il tema della coerenza arbitrale
Il problema non è il rigore assegnato all'Inter contro la Fiorentina. Il problema è capire perché situazioni che presentano elementi simili vengano valutate in maniera differente, lasciando spazio a interpretazioni che continuano ad alimentare le polemiche, l'episodio che ha coinvolto Marcus Thuram nel finale della partita tra Inter e Fiorentina riporta alla memoria quanto accaduto nella scorsa stagione a Dusan Vlahovic, sempre contro la formazione viola.
Due attaccanti trattenuti in area, due decisioni differenti. Nel primo caso il calcio di rigore è stato concesso, nel secondo è stato inizialmente assegnato e successivamente revocato dopo l'intervento del VAR.
Le dinamiche non sono identiche, ma il confronto merita una riflessione e alla vigilia di Genoa-Juventus c'è un particolare che rende il dibattito ancora più attuale: a dirigere la partita di Marassi sarà Daniele Doveri, proprio l'arbitro protagonista dell'episodio di Firenze.
Inter-Fiorentina, il rigore su Thuram è corretto
Partiamo da un presupposto fondamentale: il calcio di rigore assegnato all'Inter nel recupero della partita contro la Fiorentina appare corretto, Marcus Thuram viene trattenuto da Valdepeñas mentre cerca di raggiungere un pallone nell'area avversaria. Il difensore perde il riferimento della sfera e si concentra sull'attaccante, ostacolandone il movimento con entrambe le braccia. L'arbitro Mariani assegna il rigore e Zielinski realizza il gol decisivo per il 2-1 nerazzurro. La decisione trova riscontro anche nelle analisi di diversi moviolisti. Non c'è quindi alcuna necessità di sostenere che l'Inter abbia ricevuto un favore per contestare un problema più generale.
Il rigore su Thuram si può condividere. Quello che deve essere discusso è il criterio applicato in altri episodi.
Fiorentina-Juventus, il rigore tolto a Vlahovic
Il precedente risale al 22 novembre 2025, durante Fiorentina-Juventus. Dusan Vlahovic entra in area dopo una giocata individuale e finisce a terra nel contrasto con Pablo Marí. L'arbitro Daniele Doveri indica inizialmente il dischetto, riconoscendo un'irregolarità del difensore viola. Successivamente arriva il richiamo del VAR. Dopo aver rivisto le immagini, Doveri decide di revocare il calcio di rigore. La motivazione riguarda una trattenuta iniziale dello stesso Vlahovic, considerata precedente rispetto all'intervento del difensore. Secondo la ricostruzione fornita successivamente dal designatore Gianluca Rocchi, il serbo avrebbe trattenuto per primo l'avversario, provocando la situazione dalla quale nasce il contatto successivo. Una spiegazione ufficiale che va considerata, ma che non impedisce di discutere la valutazione complessiva dell'episodio.
Thuram e Vlahovic: perché due decisioni diverse?
Qui nasce la questione. Nel caso di Thuram, il difensore della Fiorentina viene sanzionato per una trattenuta che impedisce all'attaccante di raggiungere il pallone. Nel caso di Vlahovic, invece, la trattenuta subita dall'attaccante juventino non porta al rigore perché il VAR individua un'irregolarità precedente dello stesso serbo. La domanda diventa un'altra: gli stessi criteri vengono applicati sempre, a tutte le squadre e in tutte le partite? È su questo punto che il sistema arbitrale deve offrire risposte convincenti. Perché la credibilità delle decisioni non dipende soltanto dalla correttezza del singolo fischio, ma anche dalla loro uniformità.
Il VAR deve garantire coerenza, non moltiplicare i dubbi
La tecnologia è stata introdotta per ridurre gli errori evidenti e aiutare gli arbitri nelle situazioni più complesse. Non dovrebbe diventare uno strumento attraverso il quale episodi apparentemente analoghi producono risultati diversi senza che le motivazioni siano comprese dal pubblico. Nel caso di Vlahovic, il VAR ha analizzato l'intera azione e ha portato Doveri a cambiare decisione. Nel caso del rigore finale su Thuram, invece, il fischio dell'arbitro è stato confermato. Questo non dimostra automaticamente un trattamento preferenziale nei confronti dell'Inter o sfavorevole alla Juventus. Dimostra, però, quanto sia necessario spiegare in maniera chiara le differenze tra le valutazioni.
Il tifoso non dovrebbe essere costretto a interpretare ogni settimana regole che sembrano cambiare a seconda delle circostanze.
E domani torna Doveri: Genoa-Juventus sotto osservazione
La designazione di Daniele Doveri per Genoa-Juventus aggiunge un elemento di interesse alla partita di Marassi. Il direttore di gara torna ad arbitrare i bianconeri dopo essere stato protagonista della controversa decisione sul rigore di Vlahovic contro la Fiorentina. Naturalmente questo non significa mettere in discussione preventivamente la sua imparzialità. Doveri è chiamato a dirigere una partita importante e deve essere giudicato esclusivamente per quanto accadrà sul terreno di gioco, ma è inevitabile che i precedenti tornino alla memoria, soprattutto in un periodo nel quale le polemiche arbitrali sono particolarmente frequenti. La Juventus ha bisogno di una direzione di gara attenta, così come ne ha bisogno il Genoa. Niente favori, niente compensazioni, niente interpretazioni condizionate dalle discussioni precedenti.
La Juventus non deve chiedere un rigore perché è stato dato all'Inter. Deve pretendere che lo stesso regolamento venga applicato con la medesima attenzione a tutti. E domani, con Doveri nuovamente in campo, sarà ancora più importante che a parlare siano soltanto il calcio e le decisioni corrette.
Perché la credibilità del campionato passa anche da qui.
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Responsabile testata: Francesco Cherchi
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