Il Quinto Elemento - Juventus, a Genova cinque rischi da non sottovalutare: Marassi può diventare una trappola per Spalletti

Il Quinto Elemento - Juventus, a Genova cinque rischi da non sottovalutare: Marassi può diventare una trappola per SpallettiTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
La Juventus ha ritrovato i tre punti a Lecce, ma il secondo tempo ha mostrato limiti preoccupanti. A Genova serviranno continuità, personalità e maggiore efficacia offensiva.

La vittoria contro il Lecce ha restituito un po' di fiducia alla Juventus, ma guai a pensare che la crisi sia definitivamente superata,i bianconeri sono impegnati sul campo del Genoa, in una trasferta che nasconde molte più insidie di quanto possa suggerire la classifica. La squadra di Luciano Spalletti ha bisogno di dare continuità al successo conquistato in Salento, ma dovrà affrontare un avversario in crescita, reduce dalla vittoria contro il Venezia e particolarmente motivato davanti al proprio pubblico.

I rischi per la Juventus sono almeno cinque. E alcuni riguardano soprattutto i limiti che la squadra bianconera continua a mostrare.

Primo rischio: l'effetto Marassi e un Genoa che parte forte

Il Genoa arriva alla sfida dopo aver conquistato due vittorie nelle ultime tre giornate, superando Fiorentina e Venezia. La formazione allenata da Daniele De Rossi ha ritrovato fiducia e vuole sfruttare il doppio impegno casalingo per migliorare ulteriormente la propria classifica. Il dato più significativo riguarda l'approccio alle partite. Il Genoa ha realizzato il 67% delle proprie reti in campionato nei primi trenta minuti, compresi gli ultimi tre gol segnati. Questo significa che la Juventus dovrà prestare particolare attenzione all'avvio della gara. Un atteggiamento troppo prudente potrebbe consentire ai rossoblù di prendere coraggio e sfruttare la spinta del Ferraris. La Juventus non può permettersi di aspettare il Genoa: deve cercare di imporre immediatamente la propria personalità.

Secondo rischio: il secondo tempo di Lecce non deve ripetersi

Il successo contro il Lecce ha mostrato due Juventus profondamente diverse. Nel primo tempo i bianconeri hanno costruito il doppio vantaggio grazie a McKennie e Douglas Luiz, mostrando maggiore organizzazione e capacità di sfruttare le occasioni. Nella ripresa, invece, la squadra si è progressivamente abbassata, concedendo iniziativa agli avversari, un atteggiamento che non è piaciuto a Spalletti, particolarmente critico nella valutazione della seconda frazione. A Genova questo comportamento potrebbe diventare pericoloso. Il Genoa ha giocatori capaci di attaccare gli spazi e di sfruttare i momenti di difficoltà degli avversari. Difendere troppo vicino alla propria area significherebbe aumentare la pressione su Vicario e sulla retroguardia. La Juventus deve imparare a gestire il vantaggio attraverso il possesso e il controllo del gioco, non soltanto arretrando il proprio baricentro.

Terzo rischio: Messias, Osmajic ed Ellertsson possono creare problemi

Il Genoa possiede alcune individualità che meritano grande attenzione. Junior Messias può diventare pericoloso quando riceve tra le linee e riesce a puntare direttamente i difensori, Milutin Osmajic rappresenta invece un riferimento offensivo capace di attaccare la profondità e creare problemi con la propria fisicità. Particolare attenzione dovrà essere riservata anche a Mikael Ellertsson. Il centrocampista islandese ha deciso la partita contro il Venezia e ha già dimostrato in passato di saper colpire la Juventus, segnando contro i bianconeri quando vestiva la maglia dei lagunari. La squadra di Spalletti dovrà quindi evitare di concedere spazi sulle corsie laterali e proteggere adeguatamente la zona davanti alla difesa. Il possibile impiego di Messias, El Shaarawy o Baldanzi alle spalle della punta potrebbe inoltre creare problemi negli spazi tra centrocampo e reparto arretrato.

Quarto rischio: Kolo Muani e Woltemade devono finalmente incidere

Uno dei problemi principali della Juventus rimane la produzione offensiva dei centravanti, Kolo Muani e Woltemade continuano a faticare in campionato e il loro rendimento sotto porta non è ancora all'altezza delle aspettative. Il passaggio al 3-5-2 ha permesso ai due attaccanti di giocare più vicini, ma non ha ancora prodotto i risultati sperati in termini realizzativi. Contro il Lecce sono stati i centrocampisti a decidere la partita, non può diventare una regola. La Juventus ha bisogno che i propri attaccanti tornino a essere determinanti, soprattutto nelle partite complicate nelle quali le occasioni possono essere poche. Il Genoa potrebbe concedere qualche spazio, ma serviranno movimenti coordinati e maggiore precisione negli ultimi metri. Il rischio è che la squadra costruisca situazioni favorevoli senza riuscire a concretizzarle, lasciando la partita aperta fino alla fine.

Quinto rischio: le assenze e la stanchezza possono pesare

Spalletti deve affrontare anche il problema di un'infermeria particolarmente affollata. Le indisponibilità di Yildiz, Conceição, Locatelli, Thuram, Nico González e Çelik limitano le possibilità di scelta dell'allenatore, soprattutto in attacco mancano alcune delle alternative capaci di cambiare il ritmo della partita. L'assenza di Yildiz, in particolare, priva la Juventus di uno dei giocatori più imprevedibili della rosa. Il calendario rappresenta un'ulteriore complicazione. Dopo l'impegno europeo contro il Rennes e la trasferta di Lecce, i bianconeri devono affrontare un'altra gara ravvicinata, con il Napoli già all'orizzonte. La gestione delle energie sarà fondamentale, ma Spalletti dovrà evitare che la squadra inizi inconsciamente a pensare all'appuntamento successivo, la partita più importante, in questo momento, è quella contro il Genoa.

Il dato che deve preoccupare Spalletti: il Genoa sa sfruttare le partenze aggressive

Le statistiche offrono anche un'indicazione interessante, il Genoa non ha segnato nei secondi tempi dall'inizio di ottobre, mentre concentra buona parte della propria pericolosità nella fase iniziale delle partite. La Juventus, dunque, dovrà cercare di superare senza errori il primo assalto rossoblù, per poi sfruttare la propria maggiore qualità tecnica.

Juventus, vincere a Genova vale più dei tre punti

La trasferta del Ferraris rappresenta un esame importante per capire se la Juventus abbia davvero iniziato un percorso di crescita. La vittoria di Lecce ha interrotto un periodo difficile, ma una squadra con le ambizioni dei bianconeri deve dimostrare di saper costruire una serie di risultati positivi. Il Genoa è un avversario alla portata, ma possiede le caratteristiche per mettere in difficoltà una Juventus poco aggressiva, lenta nella circolazione del pallone o eccessivamente preoccupata di difendere. Spalletti dovrà chiedere una prestazione completa, evitando soprattutto quei cali di concentrazione e intensità che hanno caratterizzato diverse partite della stagione.

Il pericolo più grande non è soltanto il Genoa, ma la possibilità che la Juventus torni a essere una squadra timorosa, incapace di gestire le partite con autorevolezza.