Ma davvero la Juventus è migliorata con Spalletti?
Ogni mese, in realtà per ogni allenatore, si utilizza la frase fatta "siamo cresciuti". Lo faceva Luciano Spalletti l'11 di gennaio, prima della partita della Cremonese. Rispetto a cosa? Perché non c'è una crescita infinita per nessuno e, alle volte, forse è meglio galleggiare e mantenere un certo tipo di standard. Ecco, la Juventus delle ultime tre partite - Hellas Verona, Lecce e Fiorentina - doveva fare almeno sette punti, meglio nove. Ne sono arrivati quattro, senza mai convincere: due gol fatti, tre subiti.
Davvero la Juventus è così migliorata con Spalletti? Arrivare a tre vittorie dalla Champions League a quattro partite dalla fine contro tre squadre che non hanno nientre da chiedere più una che si deve salvare - ma che ha segnato 27 gol in 37 partite... - sembrerebbe un gioco da ragazzi per la Juventus. Invece sul più bello si è inceppata. Proprio quando è tornato Dusan Vlahovic, il centravanti "fisico" chiesto dall'allenatore che, prima, aveva fatto di necessità virtù con David e Boga.
Poi però c'è il risultati, anzi i risultati: cinque gol subiti all'andata contro il Galatasaray, fuori dalla Coppa Italia contro l'Atalanta. Febbraio è stato un mese nero che ancora si fa sentire e, rispetto all'anno scorso, la seconda ha raccolto meno punti, lasciandone di più tra il secondo e il sesto posto. Quindi probabilmente no, la Juventus non è migliorata. È giusto però dare un'altra possibilità a Spalletti che, quantomeno, ha messo in fila certe cose senza gli isterismi dell'ultimo anno e mezzo. Ma anche senza risultati.
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