LA RIVOLUZIONE, COSA FARÀ LA JUVE?
La rivoluzione della dirigenza bianconera è già iniziata, le dimissioni risulto il Cda e di una figura storica, importante, per non dire fondamentale come Andrea Agnelli, evidenziano un cambiamento che ci sarà all’interno della società.
COME SI CAMBIA? - Cosa bisogna cambiare? Prima di tutto cosa non bisognerà cambiare: come ha detto il nuovo Dg Scanavino: "Le ambizioni devono restare identiche". Aggiungiamo, la voglia di vincere perché 10 anni su 12 di successi sono la testimonianza di un lavoro fatto bene di grande responsabilità e di grande competenza calcistica, questo non va cambiato.
Quello che invece bisognerà cambiare, e' l'atteggiamento avuto negli ultimi anni, la leggerezza dal punto di vista economico, qualche scelta sbagliata di gestione e soprattutto cercare di tutelarsi in modo molto più forte con le istituzioni, perché poi alla fin fine se la Juventus è nell’occhio del ciclone lo è per questioni che riguardano tutto il sistema perché quello che ha fatto la Juventus, le plusvalenze e lo spostamento dei pagamenti in tempo di covid e' quello che fanno tutti. Sul tema plusvalenza e' ovvio che se hai due squadre e 60 giocatori fai più operazioni di chi ne ha venti.
Serve quindi una rivoluzione societaria ma non di gestione sportiva, di attenzione a quella voce principale che e' il bilancio, attenzione alle spese e anche agli acquisti che a volte per puntare troppo in alto alla fine sono si rivelati un boomerang, per questo basta vedere la voce Ronaldo.
La proprietà è solida, Exor è un colosso e John Elkann sembra aver ancora a cuore la Juventus. Queste sembrano essere le basi per la scelta di un Pool dirigenziale di prim'ordine che possa aiutare la Juventus a uscire da questa situazione che la vede accerchiata da sola, come al solito, contro tutto e contro tutti.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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