Avete la fame che serve per essere da Juve?
La domanda che oggi tutti si pongono è semplice: questa Juventus ha ancora fame? Forse, però, il vero interrogativo è un altro: questa fame l'ha mai avuta davvero?
Se stessimo parlando di una squadra reduce da anni di vittorie, di scudetti e di trofei conquistati, allora il dubbio potrebbe anche avere senso, ma questa Juventus è composta, per la maggior parte, da giocatori che non hanno ancora vinto nulla di importante. Per questo chiedersi se abbiano ancora fame rischia quasi di essere superfluo.
La fame dovrebbe essere il loro punto di partenza.
Dovrebbero entrare in campo con la voglia di "mangiare l'erba", come si diceva una volta, dovrebbero lottare su ogni pallone come se fosse l'ultimo, mettere intensità, carattere e orgoglio in ogni contrasto, invece, troppo spesso abbiamo assistito a una Juventus che, soprattutto contro avversari sulla carta inferiori, ha fatto fatica a imporre il proprio gioco, perde intensità e si scioglie alla prima difficoltà.
È una responsabilità che coinvolge tutti: società, allenatore e ambiente. Ma i primi a dover guardarsi allo specchio sono i calciatori. In questi mesi hanno dimostrato troppo raramente quello spirito battagliero che dovrebbe essere il marchio di fabbrica di chi indossa la maglia bianconera.
La storia della Juventus insegna una cosa: i grandi campioni fanno vincere le partite, ma sono i grandi combattenti a far vincere i trofei. Le squadre più forti della storia bianconera avevano talento, certo, ma soprattutto avevano personalità, leadership e una mentalità feroce.
Basta morbidezza
Oggi, invece, si vede una squadra troppo morbida, non solo sul piano tecnico ma soprattutto sotto quello caratteriale, una Juventus che non si fa rispettare, che sembra subire gli eventi invece di dominarli. Ed è proprio questo l'aspetto più difficile da accettare.
Per questo la domanda diventa inevitabile: questi giocatori sono davvero da Juventus?
Forse la risposta arriverà già nei prossimi mesi, le partite non si vincono soltanto con la qualità tecnica, si vincono con la voglia di mettere la gamba, di lottare su ogni pallone, di non tirarsi mai indietro, molte cose non dipendono più soltanto dalla Juventus, come le dinamiche del fair play ed i tanti errori arbitrali, ma una cosa deve essere chiara per coloro che partiranno e coloro che resteranno: bisogna sempre uscire dal campo sapendo di aver dato tutto, di aver combattuto fino all'ultimo secondo e di aver dimostrato cosa significa essere da Juventus.
Perché, prima ancora del risultato, è proprio questo che i tifosi pretendono. Ed è questo che, troppo spesso, è mancato.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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