LA JUVE IN GOL - ELKANN DEVE PRENDERE UNA DECISIONE FORTE, ALTRIMENTI ALLA JUVE REGNERA' LA CONFUSIONE.

LA JUVE IN GOL - ELKANN DEVE PRENDERE UNA DECISIONE FORTE, ALTRIMENTI ALLA JUVE REGNERA' LA CONFUSIONE.
Oggi alle 21:30Primo piano
di Claudio Zuliani
Giorni decisivi in casa Juventus. Spalletti a Torino per la commemorazione Heysel, deve incontrare la dirigenza dopo le parole spiazzanti di Comolli. Non regna armonia e la proprietà deve farla tornare, oppure...

Quando Agnelli inaugurava lo Stadium e parlava di “gente della Juve” non lo diceva a caso.

Ovunque saremo basterà uno sguardo per riconoscerci tra tanti perché siamo la gente della Juve. Quella che lotta fino alla fine per un unico obiettivo. Ecco cosa sta mancando a questa nuova Juve. Non ha più una faccia ma vive di molte facce. Agnelli sapeva che per ridare slancio ad una società in difficoltà e in ricostruzione dopo farsopoli e i settimi posti, serviva qualcosa di nuovo che ci unisse. Qualcosa a cui aggrapparsi che doveva ridarci senso di appartenenza. Lo stadio, la nostra casa. Moderna e imbattibile. Il resto lo fecero i dirigenti e la squadra con l’appoggio fondamentale dei tifosi che facevano sentire gli avversari dei perdenti già nel tunnel anche se un tunnel allo stadio non c’è.

Adesso la Juve sembra in confusione, soprattutto nei ruoli.

COMOLLI parla alla stampa affinché Spalletti intenda e non sembra che l’allenatore della Juventus abbia gradito. Le varie incongruenze del discorso, le finte verità confutabili e lo sventolato allineamento delle componenti della JUVE, cozzano con in fatti. A partire dal famoso centravanti mai acquistato all’allenatore. Il sondaggio prospettato ai dipendenti dove si evince che chi lavora in Juve non ha grande fiducia nei dirigenti. Manca personalità anche in quel reparto e regna una diffusa confusione spiazzante. Chi fa veramente il mercato, chi sceglie lo staff, quale ruolo effettivamente ricopre Chiellini. Sono domande senza risposta a cui Comolli ha cercato di dare un indirizzo di unione che in realtà non c’è.

Elkann è chiamato a prendere una decisione per il bene della JUVENTUS.

Non possiamo cominciare una nuova stagione con una pace di facciata tra AD e Allenatore. Nella Juve di Moggi, Del Piero e Inzaghi non erano grandi amici ma quando Pippo non passò, per segnare una tripletta, un pallone ad Alex, ecco che il direttore li portò in conferenza per professare stima e amicizia. Ed andarono avanti per vincere assieme. Se la proprietà non manda dei segnali sarà una Juve ferma e senza futuro. Una squadra che subisce il gioco dele parti non può giocare con personalità, perché quella devono riceverla come esempio da chi comanda!