Juventus, il centrocampo non gira: contro l’Inter troppi errori e poca cattiveria

Juventus, il centrocampo non gira: contro l’Inter troppi errori e poca cattiveriaTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Troppi errori semplici contro l’Inter

La sconfitta contro l’Inter ha lasciato indicazioni utili a Luciano Spalletti e se davanti si sono intravisti temperamento, velocità e iniziativa, è soprattutto il centrocampo della Juventus ad aver destato qualche preoccupazione, non tanto per i singoli nomi, quanto per l’atteggiamento complessivo: troppo morbido, poco reattivo e incapace per lunghi tratti di dare ritmo alla squadra.

Contro una formazione organizzata come quella nerazzurra, perdere palloni banali significa inevitabilmente esporsi ed è successo troppe volte. Passaggi sbagliati senza particolare pressione, controlli imprecisi, seconde palle raccolte in ritardo e poca rapidità nel far ripartire l’azione hanno permesso all’Inter di avere spesso il controllo della zona centrale.

Il problema maggiore è stato proprio questo: la Juventus è sembrata arrivare dopo. Dopo sul contrasto, dopo sul pallone vagante, dopo nell’accorciare sull'avversario, per una squadra che vuole avere un'identità aggressiva non può diventare un'abitudine.

Serve molta più cattiveria

Spalletti vuole una Juventus capace di giocare, ma per giocare bene bisogna prima conquistarsi il pallone, al centro è mancata quella cattiveria agonistica necessaria nelle partite di alto livello, non significa necessariamente entrare duro, significa aggredire immediatamente una palla persa, vincere un duello, sporcare una linea di passaggio, accompagnare l'azione e soprattutto non concedere all'avversario il tempo per ragionare.

L'Inter, sotto questo punto di vista, è sembrata più avanti ed è probabilmente questa una delle indicazioni più importanti emerse dalla partita.

La Juventus ha bisogno di aumentare il ritmo

C'è poi la questione della velocità della manovra. In diversi momenti il pallone è circolato troppo lentamente e qualche giocatore ha dato quasi l'impressione di camminare quando invece sarebbe servito cambiare immediatamente passo, contro squadre che difendono bene, ricevere, controllare, guardare e soltanto dopo scegliere la giocata permette agli avversari di ricompattarsi. Spalletti pretende invece movimenti continui, smarcamenti e trasmissioni rapide, qui che il lavoro dovrà essere particolarmente intenso nelle prossime settimane.

Spalletti deve trovare il suo centrocampo

Siamo ancora nel precampionato e sarebbe sbagliato trasformare un'amichevole in una sentenza. Ma le amichevoli servono esattamente a individuare ciò che non funziona, contro l'Inter il centrocampo della Juventus non ha funzionato abbastanza.

Serve maggiore intensità, ma anche personalità. qualcuno deve prendersi la responsabilità di accelerare la partita e trascinare gli altri quando il ritmo cala.perché davanti giocatori come Yildiz, Conceição e Kolo Muani possono diventare devastanti se ricevono palloni rapidamente e con gli avversari ancora aperti. Se invece devono aspettare una costruzione lenta e prevedibile, buona parte del loro potenziale viene neutralizzata.

La nuova Juventus vuole essere più aggressiva e coraggiosa rispetto al passato. Per riuscirci, la rivoluzione deve partire proprio dal centrocampo: meno errori banali, meno passività e molta più fame.