Juve, è giunta l'ora di cambiar pelle

Juve, è giunta l'ora di cambiar pelleTuttoJuve.com
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venerdì 18 novembre 2016, 21:00Primo piano
di Gianmaria Di Candia

Cambiare, si sa, è sempre difficile. E poi, soprattutto quando le cose vanno bene, perché farlo?

Ma nel calcio, mondo in continuo movimento ed evoluzione, le cose vanno bene proprio quando si cambia, ci si evolve e ci si adatta alle trasformazioni, tattiche o mentali che siano.

Talvolta, però, i risultati positivi arrivano comunque, nonostante un gioco poco spumeggiante. E’ il caso della Juventus, prima in campionato, seconda in Champions League ma con un gioco quasi mai convincente. Mai come quest’anno, infatti, Massimiliano Allegri sta faticando a far trovare alla sua squadra un’unità di gioco a ritmi costanti. Vuoi per il fisiologico ritardo di inserimento dei nuovi acquisti, vuoi per i tanti infortuni che hanno falcidiato la rosa bianconera, la Vecchia Signora non sta riuscendo ad imporre il proprio ritmo ed il proprio gioco agli avversari, sia in campo europeo che all’interno dei confini nazionali. Il 352 utilizzato, seppur a ragione, dal tecnico livornese garantisce sì di valorizzare le potenzialità di una delle difese più imperforabili d’Europa ma al tempo stesso risulta spesso prevedibile e poco funzionale alla valorizzazione dei colpi più importanti del mercato estivo: Gonzalo Higuaìn e Dani Alves.

Il centravanti argentino, infatti, se è vero che sia in grado di segnare da qualsiasi posizione, in qualsiasi momento ed con qualsiasi modulo di gioco, è altrettanto vero che il suo meglio lo ha fatto vedere con al suo fianco due ali che giochino per lui, allargandogli lo spazio in area di rigore e servendolo in maniera continuativa. In un 433, per intenderci. Allo stesso modo, il brasiliano ex Barcellona ha dimostrato ampiamente di non trovarsi a suo agio come esterno di destra in un 352, dando il meglio di sé da terzino in una difesa a 4.

Ma come direbbe qualcuno: “il calcio è strano, Beppe”. Così strano che adesso Allegri non ha altra scelta che cambiare modulo e passare ad una difesa a 4. Le assenze di Chiellini e Barzagli (quest’ultima più lunga) fanno perdere quelle certezze di invalicabilità del muro difensivo bianconero. Rugani ha grandi doti ma non si può pretendere che possa fare già la differenza in Champions, Benatia partirà presto per la Coppa d’Africa e poi, soprattutto nei prossimi due mesi, gli impegni saranno così fitti da non permettere al tecnico livornese di correre il rischio di mandare in campo sempre gli stessi unici tre centrali a disposizione. Sì, c’è Evra ma la questione riposo vale anche (e soprattutto vista l’età) per lui.

Perciò, che sia un 433, un 4312 o un 4231, il momento di cambiar pelle è arrivato, passando attraverso due pedine fondamentali in questa camaleontica trasformazione: Marco Pjaca e Juan Cuadrado, giocatori capaci di garantire velocità, imprevedibilità, uno-contro-uno e la creazione di numerose palle gol.  

Saranno loro l'arma in più che renderà la Juventus avversario ostico ed imprevedibile per chiunque.