IL TERZO TEMPO - Re Mida Kean, più forte anche dell'idiozia razzista: la Juve vede il tricolore. Allegri può sorridere: ha un soldato in più e l'emergenza sta rientrando

IL TERZO TEMPO - Re Mida Kean, più forte anche dell'idiozia razzista: la Juve vede il tricolore. Allegri può sorridere: ha un soldato in più e l'emergenza sta rientrandoTuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
mercoledì 3 aprile 2019, 14:33Primo piano
di Luigi Risucci
Battuto il Cagliari 2-0 con Bonucci e Kean, in una notte macchiata dagli ululati di qualche imbecille.Lo scudetto dista 9 punti. Il punto su tutti gli infortunati, Allegri sorride.

Meno nove dallo scudetto. Una Juventus incerottata annichilisce un Cagliari quantomai inconsistente tra le mura amiche, lanciandosi verso il secondo traguardo stagionale. A dispetto delle tante assenze (ben nove potenziali titolari) Allegri riesce ad allestire una formazione di tutto rispetto, capace di giocare una partita tosta, attenta e gradevole sul piano tecnico. Pjanic (migliore in campo per distacco) in cabina di regia gioca una partita sontuosa, affiancato da un Matuidi instancabile e da Emre Can sempre più calato nella nuova realtà e nel ruolo di jolly preziosissimo, quella doppia veste di mezzala e centrale di difesa in cui sguazza felice. Benissimo anche la retroguardia, al netto del problema al flessore per Caceres, con Bonucci sugli scudi, al terzo centro stagionale (messaggio a chi blaterava parole a caso quando la Juventus lo ha riportato “a casa”). Bene De Sciglio sull’esterno di destra, mentre registrano un passo indietro Alex Sandro, apparso ancora distratto, e Bernardeschi, eccessivamente bramoso di strafare sule rettangolo verde. Lì davanti, la doppia partita di Kean, svogliato ed impreciso tecnicamente nella prima frazione, prima sprecone e poi letale nella ripresa, col sigillo finale del 2-0. Il classe 2000 negli ultimi tempi si è travestito da Re Mida, trasformando in oro tutto ciò che tocca: sono 5 i centri stagionali (più due in azzurro), in 9 spezzoni concessigli dal mister, bravissimo a gestirlo nel minutaggio e nel centellinarne l’adrenalina. Quando hai 19 anni, segni due gol in nazionale e quattro in altrettante partite di campionato è facile volare alto e perdere contatto con la realtà, anche sulla spinta di una stampa mai prudente di fronte alla potenziale esplosione di un nuovo talento italico. Sarà necessario, ahinoi, ribadire la nazionalità di Moise perché una frangia di idioti patentati ha pensato bene di schernire il giovane talento con dei beceri ululati razzisti, in particolare nell’ultima frazione di gara. Stessa sorte toccata ad Alex Sandro e Matuidi, già beccato dagli stessi imbecilli un anno fa alla Sardegna Arena. Cagliari è una città bellissima ed accogliente, certamente non ben rappresentata da qualche centinaio di trogloditi che probabilmente non conoscono nemmeno il concetto di razza ed i suoi retaggi. Grave, a mio parere, ed ingiustificabile il goffo tentativo del presidente Giulini di minimizzare o, peggio ancora, di schernire ulteriormente le vittime dell’episodio, definendoli autori di una “sceneggiata”. I “Buu” si udivano distintamente, tanto che il capitano sardo Ceppitelli ha invitato la sua curva a smetterla, sebbene Kean, al gol segnato, abbia fissato allargando le braccia per qualche secondo la curva rossoblu. Una esultanza evitabile, certo, ma mai irrispettosa o provocatoria verso la gradinata o la città.

Questi episodi non vanno solo stigmatizzati ma c’è bisogno impellente di operazioni concrete: individuare gli ignoranti e metterli fuori dagli stadi in maniera definitiva. Le regole ci sono ma non vengono applicate, in un lassismo tutto italiano, tipico di chi si scandalizza puntualmente ad ogni avvenimento simile, salvo lavarsi le mani quando si tratta di punire i responsabili. Ora la squadra di Maran rischia la squalifica dell’intero stadio, popolato al 95% da gente per bene, per colpa di qualche idiota. Un po’ come successo più volte ai bianconeri per gli arcinoti cori di “discriminazione territoriale” all’indirizzo del Napoli. Chiudere gli stadi o le curve ha poco senso, se la settimana successiva è permesso l’ingresso allo stadio ai soliti noti che riprenderanno ad intonare le solite purulente melodie. Le leggi ci sono; serve applicarle con rigore ed inflessibilità, per evitare che tutta Europa continui a ridere dell’Italia e della sua miopia culturale. Infatti l’episodio ha avuto la solita eco mediatica, con messaggi di solidarietà a Kean arrivati da tutto il mondo del calcio, anche dall’ex Paul Pogba, che ha invitato gli italiani a “svegliarsi” di fronte a certi fenomeni. Accantonata la trasferta di Cagliari e lo strascico di veleni che ne è seguita, i bianconeri possono concentrarsi sull’impegno di sabato contro il Milan, con vista su Amsterdam dove la posta in palio si alzerà sensibilmente. I rossoneri attraversano l’ennesima minicrisi della stagione (sono reduci da due sconfitte e un pari) e probabilmente dovranno rinunciare a Paquetà e Donnarumma, usciti malconci dalla sfida con l’Udinese. Allegri dal canto suo può sorridere, perché l’emergenza infortunati sta finendo: allarme rientrato per il ginocchio di Spinazzola e la spalla di Perin; Khedira e Cuadrado torneranno entro pochi giorni ad allenarsi con il gruppo, mentre Mandzukic e Dybala ci saranno già sabato contro i rossoneri. Ronaldo prosegue nel lavoro di recupero in vista del quarto di finale contro l’Ajax, ma la sensazione è che non verrà rischiato se il recupero del muscolo non sarà completo. Questa squadra ha dimostrato in più occasioni (a Valencia su tutte) di poter vincere anche senza il fenomeno di Madeira, perché ha una rosa ampia e composta da uomini pronti alla battaglia. L’esercito può contare oggi su un soldato in più: quel Moise Kean che sta impressionando tutti per continuità realizzativa e umiltà, un giocatore che “sente” la porta come pochi altri, che sta piallando i suoi difetti caratteriali grazie al gruppo, ai consigli dei probiviri dello spogliatoio e alla gestione magistrale di Allegri. Un’autentica gallina dalle uova d’oro, cresciuta in casa a pane e Juventus e che, continuando a lavorare seriamente, potrà essere il vero crack dei prossimi anni di Madama.