ESCLUSIVA TJ - Emanuele Belardi: “Juve-Pescara esito scontato, ma occhio alle insidie. Donnarumma? Bianconeri solo sui migliori, eredità Buffon pesantissima”
Juventus-Pescara, ma anche un possibile futuro a tinte bianconere di Gigio Donnarumma e le chance di vittoria della Champions da parte di Buffon e compagni. La Redazione di TuttoJuve.com ha contattato, telefonicamente ed in esclusiva, l’ex portiere di Vecchia Signora ed abruzzesi Emanuele Belardi, oggi consigliere CONI della Campania.
Buongiorno Emanuele, partiamo subito dal caso degli ultimi giorni. Donnarumma è davvero l’erede di Buffon?
“Per quello che sta dimostrando credo di si. E’ da un anno in pianta stabile titolare del Milan e questo vuol dire che ha un talento superiore agli altri; ha qualità, sta facendo benissimo e quindi non si può che prospettargli un futuro del genere”.
Si parla di un interessamento della Juventus per il diciassettenne. Potrebbe essere lui il numero uno bianconero per il futuro?
“Intanto bisogna guardarsi intorno, perché Gigi l’anno prossimo dovrebbe terminare la sua carriera. La Juve prende solo i più forti, quindi è lecito pensare a Donnarumma. Sarà un’eredità pesantissima quella lasciata da Buffon, il portiere più forte della storia però i bianconeri acquistano solo i migliori ed il milanista è uno di questi. Prendere il ragazzo significa anche assicurarsi il numero uno per i prossimi quindici anni almeno”.
Juventus-Pescara è una gara dall’esito scontato?
“Sulla carta ovviamente; il Pescara sta trovando delle grosse difficoltà e la Juve in casa è un rullo compressore, quindi l’esito dovrebbe essere scontato. Le insidie, tuttavia, sono sempre dietro l’angolo”.
Ci racconti il Pescara.
“Juve e Pescara sono due società completamente diverse. Quella abruzzese è una piazza calda, con una tifoseria che vive di calcio a 360°. C’è un presidente abbastanza giovane ed un allenatore bravo. Credo che a Pescara siano abbastanza competenti, perché l’anno scorso hanno vinto il campionato con molti giovani. Conosco il presidente che ha dimostrato di capirne di calcio e, soprattutto, di rispettare i patti”.
Lei ha giocato anche a Napoli. Gli azzurri sono ancora in corsa per lo scudetto?
“Il Napoli credo che fino alla fine se la giocherà per uno dei posti che regala la Champions. Ha un ottimo allenatore, una grande società, purtroppo ha avuto qualche infortunio importante. Io, però, penso che l’antagonista della Juve sarà la Roma”.
Dunque è la Roma l’anti-Juve?
“Sinceramente io penso che l’avversaria della Juve è la Juve stessa. I bianconeri sono una corazzata, stanno vincendo schierando anche le riserve, però la Roma è una squadra importante e può competere come outsider se sistema qualche meccanismo difensivo”.
La Juve quante possibilità ha di vincere la Champions League?
“La Champions League penso sia soprattutto una questione fisica. Se arriva a maggio con una condizione fisica pimpante, con campioni in forma, può vincerla. L’Atletico Madrid ha giocato due finali negli ultimi tre anni, con squadre più forti che non hanno raggiunto quel traguardo. Secondo me la condizione fisica ottimale dei campioni è imprescindibile per arrivare fino in finale e, magari, vincere la competizione”.
Alla Juventus serve un centrocampista oppure l’organico è completo così?
“La Juve può modificare l’assetto di centrocampo in base agli impegni. E’ normale che se a gennaio partirà Hernanes verrà sostituito; bisogna vedere la condizione fisica di Marchisio che ha subìto un infortunio importante. La rosa della Juve è competitiva però è normale che in caso di cessione ci saranno rimpiazzi”.
Un giudizio sulla scuola portieri italiana?
“Credo che la scuola dei portieri italiana negli anni era calata un po’, ma adesso è in ripresa. Ci sono buoni portieri, bisogna dargli fiducia così come si fa con i portieri stranieri, vedi l’esempio del Palermo. Io credo che si debba avere il coraggio di lanciare i giovani talenti italiani. La scuola di preparatori dei portieri italiana è la migliore come tecnica di allenamento. Serve, però, dargli fiducia perché quello del portiere è un ruolo delicato; bisogna perdonare l’errore. Fiducia come con Donnarumma? Gigio, però, è stato ancora più bravo perché di errori ne ha fatti veramente pochi; sono più le partite sopra le righe che quelle sbagliate. Data fiducia a Donnarumma – merito di Mihajlovic – è stata bravura del portiere farsi trovare pronto e dimostrarsi un ragazzo maturo e di qualità”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

