CONSAPEVOLEZZA
Se è vero che il calcio non è una scienza esatto, però, è altrettanto opportuno ribadire il concetto che sta alla base di ogni disciplina sportiva: la consapevolezza. E mai come oggi, questo dato sembra essere stato acquisito ed assorbito perfettamente dai ragazzi di mister Allegri. Lo strumento capace di permettere il raggiungimento di ogni risultato. Il calcio si sa, è un gioco collaborativo, e il "fare gruppo" della Signora ormai sta diventando il mantra essenziale capace di abbracciare e precedere concetti che stanno alla base come la tattica, la preparazione fisica e la tecnica che inevitabilmente vengono da sé. Sì, perché se Madama è capace di esaltarsi dal punto di vista della solidità mentale dettando legge con manifesta superiorità territoriale e devota attenzione ad ogni singolo passaggio in campo in quello che è considerato il "teatro dei sogni", ovvero l'Old Trafford, davvero si può pensare ad una ri-trovata mentalità europea stabile, capace di sovvertire le solite conclusioni degli ultimi anni in quelle che sono state definite apparizioni "poco coraggiose" in Europa della Juventus.
Questa, invece, è una Juventus che vince, convince e rafforza la leadership nel proprio girone di Champions. Una festa con i tifosi che hanno saputo urlare tutto l’orgoglio e incitare incessantemente i propri beniamini ben oltre il novantesimo. Una splendida interpretazione per la squadra di Allegri, perfetta e spettacolare a partire dai primi minuti della prima frazione, quando trova il gol vittoria con Dybala, su azione di Cristiano Ronaldo. Nella ripresa, invece, i campioni d’Italia hanno saputo controllare di più e dettare a piacimento i tempi di gioco seppur col brivido del palo centrato dall'ex Pogba. Si è trattato di una grandissima prova di maturità per Madama che ora si vede fortemente tra le favorite: il gruppo è forte, i rincalzi valgono tanto quanto i titolari e la difesa si dimostra essere un vero bunker. Unico in Europa, perchè per la prima volta nella sua storia Madama ha vinto cinque trasferte consecutive, conseguendo nove punti nelle ultime tre apparizioni e ben zero reti subite. Un dato che non può passare inosservato e che di certo non può rappresentare una casualità. Una rosa stellare così, d'altro canto, non può che sognare. Perché la Signora, in virtù di una crescita esponenziale, in questo momento ha ben poche rivali su scala internazionale. Lo dimostra il risultato di Manchester, con il duo Bonucci- Chiellini che ha dato vita ad una coppia attualmente insuperabile in Champions League, tanto che il Manchester United al massimo ha trovato pericolosità solamente con il palo dell'ex Pogba dopo un errore di Bentancur. Più ordinato Bonucci, più dedito al sodo e non al dilettevole invece l'attuale capitano silente ma onnipresente della Juventus.
La terza sfida della fase a gironi porterà sì nuovi dati, magari solamente in favore della Juventus. La stessa che in passato bacchettata da Buffon per qualche goal subito di troppo: "Così i trofei non si vincono" diceva. Niente di più vero, infatti con Chiellini alle sue spalle, Bonucci ha una libertà che al Milan non poteva avere: quella di far ripartire l'azione della Juventus o palla al piede, o lanciando in avanti i compagni con il suo collaudato lancio lungo da regista difensivo. Per molti tifosi continua a non essere graditissimo, ma la soggettività si scontra inevitabilmente con un oggettività palese: ad oggi, in giro per l'Europa non ci sono altri giocatori capaci di creare una diga del genere. Mourinho dixit.
E se la difesa è stata l'arma bianconera in più, è chiaro come il centrocampo della Juventus sia stato il reparto che meglio ha funzionato all’interno di un sistema ottimo, e che ha letteralmente funto da filtro permettendo di vincere la partita. La distribuzione in fase di possesso infatti ha offerto una Juventus asimmetrica, come da buona tradizione allegriana, con Matuidi più avanzato e Bentancur spesso sulla stessa linea di Pjanić di circolazione e liberandone la corsa in avanti.
Una caratteristica di questa squadra e che ha contribuito al successo in terra inglese è stata anche quella dell’occupazione dell’ampiezza, persino più evidente in Bentancur che in Matuidi, capace di convergere più spesso nello spazio lasciato da Ronaldo. Nel piano gara Allegri aveva chiaramente individuato la fascia sinistra del Manchester come punto debole: Cuadrado e Cancelo hanno infatti accerchiato Shaw e speculato sulla scarsa applicazione difensiva di Martial, ma questo è stato possibile perché hanno avuto un appoggio costante in Bentancur che si è rivelato maturo e davvero sontuoso.
Allegri ha permesso di far esprime al meglio il materiale tecnico di prima qualità improntando la squadra ad una filosofia ben precisa. Per quanto non esista un modo migliore di un altro o una strada più facile per vincere, esistono sì maniere di giocare più appropriate alla rosa a disposizione, ma soprattutto il modo di applicarle con consapevolezza. La consapevolezza, sì, quella che ha acquisito definitivamente questa squadra. Quella che ti permette di guardare l'avversario con serenità senza fare distinzioni.
L’approccio conservativo e statico dell’anno scorso doveva lasciare spazio ad uno che assecondasse il salto di qualità tecnico e soprattutto mentale.
Bastava essere semplicemente più attenti il giorno prima, per capire che la Juventus avrebbe portato a casa il risultato.
Quando ? Durante la conferenza stampa di rito, quando Cristiano Ronaldo con semplici parole ha confermato di aver portato quell qualcosa in più : la consapevolezza, e quindi la convinzione, di non avere qualcosa in meno rispetto a niente e nessuno. Come da lui stesso sottolineato. Nessun riferimento all'avversario di turno. E questa è una condizione in cui la cognizione dell'essere gruppo in questo caso si fa interiore, profonda, perfettamente armonizzata col resto della persona, in un un essere tutt'uno coerente.
E questa caratteristica, soprattutto nel calcio, non si può inculcare: non è un dato o una nozione. È la costruzione originale del proprio modo di rapportarsi col campo, capace di elevare il calciatore al di sopra della piana "informazione" tecnico-tattica. È il caso della consapevolezza del rischio, che non frena ma rende accorti; della consapevolezza delle proprie capacità, che orienta ed entusiasma; della consapevolezza della forza, che rende invulnerabili.
E il tutto, non può che confluire in un concetto essenziale: le partite si vincono negli spogliatoi, e Madama ne ha dato la giusta riprova giocando un calcio convincente, concedendo meno di niente e lanciando un ulteriore guanto di sfida all’élite europea. Se basterà per portare a casa la coppa più ambita non si può sapere, ma almeno si ha la certezza che la squadra ha intrapreso la strada giusta, munita di consapevolezza dei propri mezzi e che non lascerà nulla al caso. Nemmeno le briciole.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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