CHI NON OSA, CRITICA. CHI OSA, VINCE

CHI NON OSA, CRITICA. CHI OSA, VINCETuttoJuve.com
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mercoledì 23 novembre 2016, 11:10Primo piano
di Caterina Baffoni

Non c’è niente di peggio che vedere e sentire un tifoso (e non) criticare e accanirsi contro tutto ciò che si muove, nonostante arrivino i risultati. Vivere attorniati da una tale negatività fa malissimo: le parole e gli atteggiamenti di un criticone sono come dei virus che si addentrano nella mente, devastandola di volta in volta. E' giusto criticare quando serve per spronare una squadra che vuole puntare al massimo, ma attenzione a non esagerare! E' giusto criticare sempre e comunque, anche quando non serve? 

Sì, questa squadra è stata costruita per vincere molto in Europa, ma attenzione: la Champions League ha sempre insegnato che la competizione è davvero imprevedibile : "vomitare" critiche eccessive intossicano e soffocano in una maniera tale da riuscire a squilibrare lo stesso interlocutore. 

Di solito, certe opinioni costantemente negative o totalmente prive di un criterio preciso, hanno l'unico scopo di disprezzare e alimentare l'accanimento altrui. 

Sono questi i momenti nei quali una squadra doveva dimostrare di essere grande, e l'ha fatto. Incerottata e in un assetto pressoché inedito, la Juventus si aggrappa ai suoi uomini di maggiore personalità per centrare una vittoria che la spedisce agli ottavi di finale di Champions League con un turno d'anticipo e, soprattutto, vale una seria ipoteca sul primo posto del Gruppo H, che andrà poi certificata nell'ultimo incontro del girone con la Dinamo Zagabria allo Stadium. 
E' così necessario vedere sempre tutto nero su idee e ogni modalità operativa o decisione intrapresa prima e durante l'impostazione del gioco? Criticare fa parte del bagaglio personale di ogni tifoso e giornalista, ma l'eccesso porta sempre ad un "no-sense" di fondo. 
La partita contro il Siviglia testimonia la crescita di un gruppo rinnovato e di qualità, che sa sopperire agli errori e farne tesoro. Sapevamo di affrontare una squadra impegnativa e che ogni turno di Champions nasconde delle insidie, non a caso è stata l'unica squadra a non aver mai perso in Europa e contro cui le big spagnole, in campionato, hanno sempre trovato massima difficoltà. La squadra di Sampaoli è famosa per il gioco "inespresso" tendente a far giocar male l'avversario, soffocando le iniziative di gioco e puntando moltissimo sull'agonismo e sulla la foga, o meglio, sulla "garra" così come la chiamano in Spagna. Sbancare il Ramón Sánchez Pizjuán nonostante le assenze pesanti e magari sì, aiutati da un'ingenuità clamorosa di Vasquez che si è fatto espellere ed ha indirizzato la gara, e conquistare a pieno titolo la qualificazione agli ottavi di Champions, non può non portare ad una valutazione della gara complessivamente positiva, e il tutto conferma che il collettivo è stato unito negli intenti, stringendo i denti quando necessario senza snaturarsi troppo e osando al momento più opportuno. Questa squadra è stata costruita per raggiungere obiettivi importanti e ieri finalmente l'ha dimostrato soprattutto se si pensa che a casa, ripeto, c'era gente dal calibro di Higuain, Dybala, Barzagli, Pjaca e Benatia, mentre in campo Allegri ha avuto il coraggio di buttare nella mischia durante l'1-1 Moise Kean, classe 2000. Va dunque dato atto e merito all'allenatore livornese di aver voluto rischiare e osare nonostante l'emergenza. E si sa che solo chi osa, vince.
 S'è vista la consapevolezza di essere una squadra forte, in grado di centrare tutti gli obiettivi a cui partecipa nonostante i deficit tecnico-tattici e un avvio singhiozzante, e che il ruolo in Champions è cambiato: oggi siamo tra le squadre da battere. Questo deve riempire di orgoglio e affrontare questa situazione senza ansia, sapendo che le critiche possono essere più aspre e a volte davvero esagerate, e che gli avversari già ci stanno affrontando con uno spirito diverso. 
Sotto i cerotti di Madama c'è vita, e questo è stato il dato di fatto fondamentale del match di ieri che ha confermato quel che già si sapeva: la Juve in Champions c'è e si fa sentire, e che queste critiche eccessive non siano sotto sotto delle lodi smisurate?