L'uomo della rinascita?

08.06.2009 10:09 di Redazione TuttoJuve  articolo letto 2953 volte
Fonte: Diego Anelli
L'uomo della rinascita?

Volpi, Bazzani, Palombo, Falcone, Doni, Diana, Pisano, Tonetto, Bonazzoli, Cassano, Bellucci, Maggio, Quagliarella, Campagnaro, Castellazzi, Accardi, Pazzini, per non parlare delle scelte relative ai tecnici, finora azzeccatissime, come Novellino e Mazzarri. Sono soltanto alcuni esempi dei numerosi colpacci messi a segno nella Sampdoria dall'Amministratore Delegato Beppe Marotta dall'estate 2002 fino ai giorni nostri. Le voci che lo davano ad un passo dalla Juventus, fomentate soprattutto dagli ambienti torinesi, hanno allarmato non poco la tifoseria blucerchiata, ma è assolutamente normale, parliamoci chiaro.

In un calcio come attuale dove fioccano i casi di società costrette a gettare al vento milioni e milioni di euro per le scellerate manovre di dirigenti inesperti o inadeguati, il Presidente Riccardo Garrone e la tifoseria doriana si sono abituati come meglio non potevano. Abituarsi al fenomeno, probabilmente al numero 1 in circolazione è sinonimo di lusso, ma, al tempo stesso, altamente rischioso, in quanto è giusto rendersi conto che, con un altro dirigente, una certa politica di contenimento di costi, di per sé sempre altamente condivisibile e auspicabile nell'intero ambiente calcistico, potrebbe trasformarsi in un autentico boomerang.

Le candidature di Sartori e Zanzi rappresentavano comunque buone alternative; il primo è stato, proprio al fianco di mister Del Neri, uno dei principali artefici del Chievo dei Miracoli, mentre il secondo si è fatto le ossa a Bergamo, ha acquisito esperienza a Siena e può essere ritenuto un allievo di Marotta. Ovviamente se pretendiamo un sosia del grande Beppe, allora si tratta di una ricerca inutile, semplicemente non esiste in circolazione.

Le dichiarazioni rilasciate ieri dal Presidente Garrone dovrebbero finalmente spazzare via gli interrogativi sul futuro di Marotta, sia a breve, che, si spera, a medio – lungo termine, anche se sinceramente sarà ardua l'impresa di blindarlo a vita ai colori blucerchiati, sarebbe utopistico pensarlo. È un nostro diritto, un nostro lusso godercelo finchè il tempo ce lo consentirà, dal canto suo la Sampdoria ha il diritto – dovere di costruire una struttura tale da poter limitare i danni generati da una sua eventuale partenza un domani, ma probabilmente il diretto interessato ha già anticipato tutti.

Dal suo arrivo infatti, usufruendo anche della preziosa collaborazione del braccio destro Asmini, Marotta ha concentrato le manovre blucerchiate su due canali: una fitta rete di collaboratori, ultimamente attivi anche all'estero, e l'intera ricostruzione del settore giovanile, già capace di portare a casa numerosi trofei, riconoscimenti e diversi giovani già osservati speciali nel calcio professionistico. Si sta tentando di seguire con successo la strada intrapresa tempo da diversi club, in primis l'Udinese, concentrata in particolare nell'azione di scandagliamento dei mercati esteri, ma ormai abituata a non subire particolari danni dal cambio dei direttori sportivi, in quanto l'incredibile macchina organizzativa friulana continua ad operare senza interruzioni, a prescindere da chi la coordina e la diriga.

Tra le mille doti del nostro Amministratore Delegato, rientrano elementi che non possono lasciare indifferenti né le tifoserie delle sue squadre, né i suoi corteggiatori: la pacatezza, la competenza, l'oculatezza, la massimizzazione del rapporto qualità – prezzo, la capacità di destreggiarsi in un mercato ricco di insidie a prescindere dai budget a disposizione, l'ambizione che viaggia sempre però a braccetto con l'attaccamento nei confronti di una piazza, con la quale si è scambiato emozioni, imprese, sensazioni, episodi difficili da dimenticare. Con la garanzia di vederlo operare ancora una volta per i nostri colori, non resta altro che attendere con ottimismo le prime operazioni perfezionate, del resto la conferma di Pazzini, quella probabile di Cassano, il rinnovo contrattuale di Angelo Palombo e l'arrivo di mister Del Neri rappresentano un ottimo punto di partenza.

Rispettando sempre il rigore di bilancio, serviranno come il pane due esterni di qualità per assecondare il volo delle ali desiderato dal nuovo tecnico, un paio di difensori di valore, soprattutto in caso di partenza di Campagnaro, un centrocampista capace di alternarsi ai titolari in cabina di regia e una punta di riserva. Bisognerà far leva su quanto incassato dalle cessioni e dal budget messo a disposizione dalla società, ma Marotta avrà nuovamente modo e tempo per far emergere il proprio talento. Pazienza se in 7 anni qualche colpo si sia sbagliato, Simone Inzaghi, Iuliano, Marchesetti, Rossini, Colombo per citare alcuni esempi, nessuno è infallibile, ma tutto passa in secondo piano quando rappresentano una percentuale minima rispetto al totale delle operazioni concluse in sede di mercato.

A noi tifosi interessano soltanto due cose: per una questione di fede si sottoscrive l'abbonamento finchè vedremo 11 casacche blucerchiate scendere in campo, e aspettare i primi colpi, del resto, come disse Antonio Cassano in conferenza stampa quasi un anno fa, "Se Marotta avesse la metà dei soldi di Corvino alla Fiorentina, vinceremmo tre scudetti". A noi basta sognare e divertirsi, perché il nostro entusiasmo, la nostra voglia di Sampdoria non sono assolutamente morti al 14° rigore di Roma….