Marchese a RBN: "Il pallone è bellissimo ma spesso si sfocia nell'insulto. Bisogna fidarsi di Spalletti"
Meno chiacchiere e più lavoro in campo, è quello che alcuni tifosi vorrebbero da Luciano Spalletti. Non basta parlare ed essere a disposizione della stampa o arrabbiarsi quando ci sono dei torti su cui disquisire: da stasera a domenica si dovrà solo convincere un popolo intero. Ne abbiamo parlato insieme a Domenico Marchese de La Repubblica questa mattina durante RBN Cafè su Radiobianconera. "Spalletti ha la capacità di spiegare calcio, sa fare bene polemica in maniera velata, sa sempre cosa dire: è inattaccabile. Kalulu ha parlato di come si dovrebbero gestire le critiche? Credo sia un ottimo modo di affrontare la questione, non tutti hanno la capacità di mediare con lucidità un commento sui social, turbano me che non sono un calciatore, non immagino loro. E' ovvio che il contesto condiziona la mente e la mente di conseguenza il campo, in pochi sanno davvero farsi scivolare queste cose. Il pallone è un bellissimo argomento per scherzare, ma col passare degli anni non ci si diverte più e si sfocia nell’insulto.
Il calcio norvegese quest’anno ci ha messo i piedi in testa: con la nazionale in andata e ritorno e l'Inter ieri, la squadra in testa al campionato che perde due volte. Stasera servirà un’impresa, ma sarebbe puramente uno sforzo economico, perché credo che indubbiamente si verrebbe eliminati al turno dopo. Devo ancora capire come si evolverà il centrocampo con la posizione di Koopmeiners: quando si gioca con squadre di medio livello puo’ andare bene anche come difensore, ma contro grandi avversarie le cose si complicano. Bisogna fidarsi di Spalletti, perché chissà dove sarebbe la Juve senza di lui”.
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