Un ritardo non da Juve. Suarez ha scombinato i piani? Il centravanti è la priorità, ma nasconde le altre necessità di Pirlo

15.09.2020 01:10 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
Un ritardo non da Juve. Suarez ha scombinato i piani? Il centravanti è la priorità, ma nasconde le altre necessità di Pirlo

Dieci giorni. A livello mediatico, è stato questo il tempo che ci ha messo la Juventus a chiudere l’affare Cristiano Ronaldo. Il colpo del secolo, il trasferimenti più complicato degli ultimi anni, l’acquisto che dovrebbe essere il parametro di riferimento. Perché più importanti di così non se ne possono fare. Dieci giorni tra la prima anticipazione giornalistica e l’ufficialità del portoghese. Dalla suggestione alla realtà il passo è stato brevissimo. E i vertici bianconeri ci lavoravano da tempo, è chiaro. Ma tra il momento in cui hanno fatto capire quale fosse il loro obiettivo e quello in cui l’hanno portato a Torino sono passati appena dieci giorni. Nulla di che, in confronto alla telenovela di questa estate.

La Juve è in ritardo, sul numero 9. Uno lo aveva e lo ha impacchettato per gli Stati Uniti, pur se ancora Higuain all’Inter Miami non è ufficiale. Perché? E chi lo sa. L’argentino era un capitolo chiuso, anche se liberarsene così non sarà, salvo sorprese, un grandissimo affare. Il suo erede è un libro tutto ancora da scrivere. In un mercato così anomalo, è più che comprensibile qualche difficoltà. I soldi erano pochi prima e sono ancora meno adesso, che si fanno i conti con gli spiccioli. Ma tutto questo basta davvero a spiegare tempi così lontani dal modus operandi dei bianconeri.

L’impressione è che l’occasione Luis Suarez abbia scombinato i piani. Nel momento in cui si è aperto uno spiraglio per l’uruguaiano, campionissimo seppur in fase calante, tutto il resto è passato in secondo piano. Anche se la trattativa per portarlo via da Barcellona era ed è tutt’altro che facile: il giocatore è convinto di accettare la Juve, assicurano fonti solide. Ma il passaporto sembrava una bazzecola e si sta rivelando un patema. La risoluzione coi catalani idem e non è detto che quel discorso subirà un’accelerata. Se arriverà Suarez, l’attesa sarà comunque valsa la pena: non per l’impatto sulla squadra, che è imprevedibile, ma perché la Juve avrebbe centrato il suo obiettivo. Altrimenti, essere arrivati così a ridosso del campionato senza un centravanti in squadra rappresenterà un rischio in una stagione che già nasce con l’azzardo di avere un esordiente in panchina.

È un ritardo non da Juve, a meno che da Torino non si stia facendo beffe di tutti e alla fine tirino fuori il coniglio dal cilindro. Quello sì, sarebbe molto da Juve, ma per ora non ci sono avvisaglie. Suarez, Dzeko, Milik, Morata, Cavani, persino Giroud: i nomi fatti sono stati tanti. L’uruguaiano è l’affare più ghiotto, il bosniaco quello che sarebbe più funzionale alla squadra. Purché arrivi, a questo punto. Perché non solo il campionato si avvicina, ma anche il 5 ottobre, la chiusura del calciomercato. E la Juve non ha bisogno solo di un centravanti.

La telenovela numero 9, infatti, sta oscurando altre necessità di una squadra che qualche limite l’ha dimostrato, al netto della probabile incompatibilità con Sarri. Un reparto su tutti? Il centrocampo, facile a dirsi. Ha palesato nell’ultima stagione segni evidenti di difficoltà e inserire Arthur per Pjanic potrebbe non bastare. Ma Khedira è sempre lì, Ramsey non fa gola, Rabiot è difficile che si muova. Poi ci sono altri interrogativi: i terzini, per esempio. A oggi Cuadrado e De Sciglio, Alex Sandro e Pellegrini. Tranne il colombiano, a fasi alterne finiscono tutti nei rumor di mercato: rimarranno loro o no? E in caso contrario, dove si andrà a pescare? Senza affrontare il tema esterni offensivi: Douglas Costa è un punto interrogativo, per esempio. Non è tutto da buttare, ovvio: stiamo parlando della squadra che ha vinto lo scudetto l’anno scorso. Non è il processo alla Juve. Ma il ritardo sul numero 9 si sta riversando anche su altri reparti. E la Juve da un paio d’anni è sembrata troppe volte una squadra difficile da allenare. Allegri l’ha domata, Sarri un po’ meno ma ha pur sempre vinto. Pirlo ha tante sfide da vincere: per aiutarlo, serve un’accelerata. Quella sì, sarebbe da Juve.