Milan-Juve conta più per la Juve che per il Milan. La coperta corta, Pellé sempre più vicino e qualche dubbio sul mercato

05.01.2021 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
Milan-Juve conta più per la Juve che per il Milan. La coperta corta, Pellé sempre più vicino e qualche dubbio sul mercato
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Pioli dice che non sarà decisiva e da parte sua ha ragione. Il Milan, ai nastri di partenza, non correva per lo scudetto. Ora è primo e si gode il momento ma, se si pensa alla storia recentissima del nostro campionato, per i rossoneri anche un quarto posto sarebbe grasso che cola, il rientro nell’Europa che conta. Nelle parole del tecnico emiliano, per carità, c’è anche tanta pretattica, ché è normale scaricare dai suoi giocatori tensione. Ma è vero che Milan-Juve, per il Milan, non è una gara spartiacque: una sconfitta sarebbe un brutto stop, vero. Ibra & co saprebbero farsene una ragione, vivrebbero comunque una stagione positiva.

Per la Juve conta di più, e non ci si può nascondere. Il rendimento finora è stato altalenante alla meglio: grandi con qualche medio-piccola, medi con le grandi e a volte persino piccoli con le piccole. In campionato i bianconeri di Pirlo non hanno ancora vinto un big match ed è un dato da non sottovalutare, perché poi il campionato si vince soprattutto su quelli, specie se qualche inciampo, in provincia e non, lo hai nel frattempo comunque rimediato. Ecco perché a San Siro servirà la vera Juventus: ha da dare delle risposte, piaccia o non piaccia, in una stagione che è una sfida dietro l’altra. E che ora mette Ronaldo & Co di fronte a un percorso a ostacoli, in questo gennaio di ferro.

Lo stop di Alex Sandro, questa volta incappato nel contagio, riaccende i riflettori sulla coperta, corta lì dietro più che in attacco. Son discorsi vecchi, ma tanto vale ripeterli. In difesa la Juve ha gli uomini contati, il terzino sinistro di riserva molto promettente ma anche molto indietro rispetto al titolare del ruolo (pur non essendo quest’ultimo brillante da un paio di stagioni a questa parte) e se si dovesse fermare di nuovo qualcun altro sarebbero dolori. Ripensare qualcosa sarebbe opportuno, invece a oggi il principale obiettivo è Graziano Pellé. Sarebbe una bella storia, per un ragazzo che merita e ha sudato sette camicie per arrivare dove è arrivato, ma sarebbe anche un passo in avanti? Il dubbio, almeno, è lecito: altro discorso sarebbe Giroud, per capirsi. Senza contare che lì davanti, a costo di ripetersi, ci sono ancora risorse non sfruttate al meglio (il solito Dybala, quasi innervosente contro l’Udinese, ma pure Kulusevski e il buon Bernardeschi, sul cui futuro gran parte delle speranze sono riposte nelle capacità di Raiola). Alla fine ha ragione chi vince, e di solito negli ultimi anni lo hanno fatto gli uomini mercato della Juve. Qualche interrogativo, però, resta in piedi.