Spalletti zittisce tutti!
Spalletti dopo Juventus-Sassuolo: “Siamo una squadra vera. L’abbraccio a David? Qui non attecchiscono polemiche”
Luciano Spalletti ha analizzato in conferenza stampa la vittoria della Juventus contro il Sassuolo, soffermandosi su prestazione, crescita del gruppo, il gol di Miretti e il significato dell’abbraccio collettivo a David dopo le polemiche della settimana precedente.
Sedici marcatori stagionali: il segnale più forte della Juventus
Con il gol di Miretti salgono a 16 i marcatori stagionali della Juventus, un dato che per Spalletti rappresenta un segnale chiaro:
“Quando funziona la squadra non dipendi dal singolo. Questo ti permette di sopperire anche alla mancanza della grande prestazione individuale. I gol diffusi danno fiducia ai giocatori e aprono prospettive importanti per il futuro”.
Una Juventus che segna con tanti interpreti è una squadra più solida, meno prevedibile e con margini di crescita evidenti.
L’abbraccio a David: “Un gesto di famiglia, non una risposta alle polemiche”
Uno dei momenti più commentati del match è stato l’abbraccio collettivo a David dopo il gol. Spalletti chiarisce:
“Sono arrivato per ultimo, perché voglio stare dentro questo gruppo. Ma la cosa più importante è stata la solidarietà mostrata nei due allenamenti precedenti al Training Center”.
Il tecnico ha poi attaccato duramente il clima mediatico e social creatosi dopo Lecce:
“C’è chi si filma col cellulare, chi fa il fenomeno perché ha l’amico che allena altrove. Ma queste polemiche qui non trovano terreno fertile”.
Il caso rigore: “Ho sempre deciso io”
Spalletti è tornato anche sulla gestione dei rigori, spiegando che non c’è mai stata confusione:
“I rigoristi sono Locatelli e Yildiz, ed è tutto scritto nello spogliatoio. Qui non improvvisiamo. Ho sempre deciso io, magari qualche volta anche sbagliando, ma non c’è caos”.
E aggiunge:
“Il rigore non l’ha battuto un raccattapalle, ma uno che ne ha segnati oltre 20 in carriera. Il pandemonio è stato creato ad arte”.
Cosa ha detto a David
Il tecnico ha poi spiegato il dialogo avuto con il giocatore:
“La vera terapia è stata essere squadra. David è un ragazzo sensibilissimo, senza filtri. Sentirsi parte di una famiglia che gli vuole bene lo ha aiutato”.
Juve più bella o più cattiva?
Dopo Lecce, la Juventus è sembrata più determinata:
“L’ho vista uguale per cattiveria e voglia. Non aspettano più la prima mossa degli avversari. Però nel primo tempo bisogna creare più pericoli”.
Il gol arrivato su deviazione, secondo Spalletti, indica che la crescita è ancora in corso:
“C’è ancora qualcosa da acchiappare come crescita”.
Secondo tempo dominante e gol di Miretti
La svolta arriva nella ripresa:
“Abbiamo continuato a pressare alto, senza concedere libertà al Sassuolo. Questo atteggiamento alla fine ci ha pagato”.
E sul gol di Miretti:
“Inserimento centrale perfetto. David ha portato via l’uomo e Miretti si è infilato. Un gol bellissimo”.
Miretti, il simbolo della crescita
Spalletti elogia apertamente il centrocampista:
“È un ragazzo perfetto: umile, professionale, perbenismo top. Avrebbe meritato più spazio e oggi ci mette in difficoltà con prestazioni così”.
Sull’abbraccio a David, svela anche un retroscena:
“Ci eravamo detti: ‘Quando segna David, tutti ad abbracciarlo’. Per stare al gioco sono andato anch’io… e ho preso pure qualche calcio. La prossima volta resto fuori”.
Classifica e avversarie: “Nessuno deve preoccuparsi”
Alla domanda sulle rivali:
“Ci sono Como e Bologna con una partita in meno, la Roma è forte. Il campionato è tiratissimo”.
Il messaggio è chiaro:
“Dobbiamo continuare così e non lasciare punti. Servono continuità, testa forte e prestazioni ripetibili”.
Social e pressioni esterne: “Bisogna imparare a gestirle”
In chiusura, Spalletti ha parlato delle pressioni mediatiche:
“Oggi chiunque prende il cellulare e dice quello che vuole. Ma lo spogliatoio non può essere una casa con le finestre aperte”.
E conclude:
“Le pressioni vanno gestite. Qui non c’è confusione, c’è organizzazione. Ed è così come dico io”.
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