La più bella dipendenza del mondo. Ma pur sempre dipendenza è

01.12.2020 00:00 di Ivan Cardia Twitter:    Vedi letture
La più bella dipendenza del mondo. Ma pur sempre dipendenza è
TuttoJuve.com

Senza Cristiano Ronaldo la Juventus non sa vincere. Se tre indizi fanno una prova, il pareggio contro il Benevento ce l’ha fornita. Un 1-1 che va oltre il risultato e insidia la prestazione, francamente anonima, di una squadra che non soltanto non vince, ma neanche ci va particolarmente vicina. Come contro il Crotone o il Verona, ma pure di fronte alla Roma: CR7 lì c’era, ma non bastava a nascondere dietro la sua spessa coltre di gol le difficoltà.

Dire che i bianconeri sono Ronaldo-dipendenti, di per sé, non è un problema. Lo era il Real Madrid, lo era la Juventus di Del Piero, lo era la Roma di Totti, lo era l’Inter di Ronaldo, lo erano il Napoli e l’Argentina di Maradona. E via dicendo. I campioni creano dipendenza, sai che novità. Per di più, è una dipendenza che qualsiasi allenatore del globo terracqueo invidia ad Andrea Pirlo: la migliore del mondo, se hai in squadra il migliore del mondo e giù di lì.

Il problema non è tanto l’assoluta dipendenza da Ronaldo, che finché c’è va bene e ce la si gode. È che non si vinca senza il portoghese perché questa Juve, per quanto cantiere coi lavori in corso di svolgimento e anche in fase di progresso, è ancora una somma di individualità. La sua basta a vincere le partite che si devono vincere, le altre no. Con mille ulteriori spiegazioni: Dybala, cioè il calciatore più vicino per status a poterne fare le veci, è ancora il lontano fantasma di quel che potrebbe essere. Chiesa e Kulusevski vengono da Fiorentina e Parma: difficile buttargli la croce addosso. Morata fa il suo, ma non è un bomber da campionato e infatti in Champions la Juve tutto sommato se la cava anche Ronaldo, il che sarebbe paradossale. Un po’ come scegliere di riposare contro il Benevento per giocare una partita tutto sommato inutile in Europa. Il che, ancora, di per sé non sarebbe neanche un problema (detto che ogni tanto anche una panchina e un viaggetto a vuoto a Benevento il cinque volte Pallone d’Oro li potrebbe mettere in conto), se non fosse che la Juve di oggi difetta di alternative altrettanto capaci di risolvere la situazione, non ha (ancora?) un impianto di gioco tale da poter fare a meno del suo campione e in definitiva non dà quasi mai l’impressione di poter trionfare sempre e comunque. Quella di domani riuscirà a mettere insieme tutte queste cose? Chi lo sa, intanto i punti persi in campionato sono sei su otto partite giocate. Non sono affatto pochi.