LA LANTERNA VERDE - C’eravamo tanto amati… ma ora c’è Andrea (Pirlo)

11.02.2021 07:26 di Fabrizio Ponciroli  Twitter:    Vedi letture
LA LANTERNA VERDE - C’eravamo tanto amati… ma ora c’è Andrea (Pirlo)

Beh, a saperlo mi sarei fermato di più all’Allianz Stadium. Da quanto letto, il divertimento (sono ironico) si è manifestato tutto dopo il 90’… In effetti, la partita non aveva regalato grandi emozioni, quindi non sarebbe stato male assistere all’ennesimo round tra due pesi massimi come Andrea Agnelli e Antonio Conte. Chiaramente, era abbastanza prevedibile. Magari che non finisse ad insulti e gestacci ma, onestamente, un diverbio piuttosto acceso non era neppure quotato.
Per tutta la durata della partita, la panchina bianconera e Antonio Conte hanno fatto di tutto per imporre le proprie urla. Il modo con cui i giocatori della vecchia guardia bianconera hanno festeggiato l’accesso alla finale di Coppa Italia la dice lunga su quanto ci tenessero a buttar fuori l’Inter, o meglio, Antonio Conte. Poi, ci ha pensato Andrea Agnelli a rincarare la dose. 
E dire che quei due si sono amati alla follia per tre anni. Si sono aiutati (tanto) a vicenda. Andrea Agnelli ha cominciato a vincere e a guadagnare il rispetto del popolo bianconero affidandosi ad un giovane Antonio Conte che, a sua volta, trionfando alla Juventus, è diventato un allenatore di prima fascia. Poi, nel luglio del 2014, è accaduto il fattaccio: dimissioni in pieno ritiro estivo del salentino e presidente bianconero su tutte le furie… Il resto è storia recente. Diciamo che la scelta di Antonio Conte di sedersi sulla panchina nerazzurra ha acuito un’acredine che ha ragioni lontane…
In tutto questo, mi interessa sottolineare il comportamento, esemplare, di Andrea Pirlo. Mentre tutti gonfiavano il petto e pronunciavano termini poco edificanti, il buon Andrea (Pirlo) è rimasto imperturbabile, concentrato sul campo e su quanto fare per arginare l’Inter. Non si è interessato minimamente della questione Agnelli-Conte, ha pensato al suo ruolo. Complimenti vivissimi. Attenzione, magari al suo interno il sangue gli ribolliva ma, all’esterno, è stato inappuntabile. La conferma che ha la stoffa per reggere la pressione, anche quella extra campo. Incredibile pensare a quanto sia diverso da Antonio Conte. Il salentino è sempre un fiume in piena. Urla ai giocatori cosa fare e dove mettersi. Gestisce, con ferocia, ogni momento. Dall’altra parte, Andrea Pirlo osserva la partita, dà indicazioni con calma olimpica e sprona i giocatori con un rassicurante “Bravi, bravi, bravi…” con annesso applauso. Per certi versi ricorda Carlo Ancelotti (come stile, a trofei siamo lontanucci). Comunque sia, per uno come Andrea (Agnelli) è importante avere in panchina uno come Andrea (Pirlo) e non più Antonio (Conte)…
Ah, per la cronaca: all’Allianz Stadium mi sono concentrato esclusivamente su CR7. Non ha segnato, ha sbagliato un paio di favorevoli occasioni ma, ragazzi, ho visto un paio di giocate davvero da marziano. Incredibile l’azione in cui si è liberato, in un centimetro, degli avversari per poi calciare violentemente in porta. Avesse fatto gol mi sarei strappato le vesti… Che campionissimo, che bel vedere, che poesia…