Inchiesta arbitri: la parole "Inter" e quel silenzio che fa rumore. Nessuna risposta a una semplice domanda. Sostituite squadra e stadio...

Inchiesta arbitri: la parole "Inter" e quel silenzio che fa rumore. Nessuna risposta a una semplice domanda. Sostituite squadra e stadio...
Oggi alle 00:12Il punto
di Luigi Schiffo

Facciamo il solito giochino. Immaginiamo che nella nota diffusa dall’Agenzia AGI lo scorso 25 Aprile ci fosse stato scritto: “Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi nell’inchiesta della Procura di Milano è accusato di concorso in frode sportiva per avere scelto arbitri graditi alla Juventus in alcune partite. Tra i capi di imputazione ci sono i seguenti: in concorso con più persone presso l’Allianz Stadium, durante una gara di Coppa Italia ‘combinava’ la designazione del direttore di gara per la partita di Serie A Bologna-Juventus nella persona di Andrea Colombo, siccome ‘arbitro gradito’ alla squadra ospite, la Juventus, impegnata nella lotta scudetto ormai alle battute finali; in concorso con più persone presso l’Allianz Stadium combinava o ‘schermava’ la designazione del direttore di gara Daniele Doveri ponendolo alla direzione della semifinale di Coppa Italia, onde assicurare poi alla Juventus direttori di gara diversi dal ‘poco gradito’ Doveri per l’eventuale finale di Coppa Italia e le restanti partite di campionato, di maggiore interesse per la Juventus”.

Che cosa sarebbe successo sui media dal giorno stesso e per giorni, settimane, mesi? Non sarebbe scattata la caccia all’intercettazione? Non ci sarebbero stati titoloni e trasmissioni televisive dedicati allo “Scandalo Juve-arbitri”? Ci sono i precedenti di Farsopoli e Plusvalenzopoli a parlare in tal senso. E la giustizia sportiva sarebbe arrivata subito a rimorchio, senza aspettare pronunciamenti della giustizia ordinaria.

Seconda parte del giochino. Immaginiamo che in un periodo di Juve vincente fosse emerso da video e testimonianze riportate dai media che nella sala VAR di Lissone c’erano interferenze dei vertici arbitrali sui direttori di gara ai monitor, addirittura con un sistema di segni (battezzato “sasso,carta, forbice” o “Gioca Jouer”). Nessuno avrebbe avanzato dubbi sulla regolarità del campionato/ dei campionati?



E invece, nella realtà, al termine di un anno di indagini e interrogatori, il pm milanese al posto di “Juventus” ha scritto “Inter” e al posto di “Allianz Stadium” ha scritto “San Siro”. Scritto. Su un avviso di garanzia trapelato tramite un’agenzia di stampa.

E invece in questo periodo di sala VAR a Lissone (dal 2021 a oggi), non è stata la Juventus la squadra con il maggior numero di titoli (anzi una Coppa Italia soltanto).

E allora per i media, giustamente garantisti (oggi) in attesa di eventuali prove, si tratta di una questione interna al mondo arbitrale, una questione di arbitri che incontrano arbitri, una questione di faida tra fischietti. La parola “Inter” non compare da nessuna parte. E’ “Varopoli”, oppure “Arbitropoli”, oppure “Caso-Rocchi”. Nessuna intercettazione, solo “veline” dalla Procura. Nessuna risposta alla semplice domanda: “Ma a che pro gli arbitri dovrebbero mettere in piedi da soli una frode sportiva e scegliere arbitri graditi all’Inter?”

Teniamoci pure i dubbi, va bene così. Aspettiamo la fine del campionato, fidandoci del fatto che il campo non sia toccato dalla vicenda. E aspettiamo le evoluzioni e le eventuali prove, perché è giusto non basarsi solo sull’accusa contenuta su un avviso di garanzia. Però almeno non facciamo finta che non ci sia disparità di trattamento rispetto alle vicende del passato a tinte bianconere.