IL SANTO DELLA DOMENICA - VERSO LA RIPARTENZA, CON LE SOCIETA’ SUBITO IN LITE. CARO MAURIZIO, SUL MERCATO NON ESISTONO SOLO I TUOI EX CALCIATORI. TONALI VERSO L’INTER? OCCASIONE PER PUNTARE TUTTO SU POGBA… 

31.05.2020 00:00 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - VERSO LA RIPARTENZA, CON LE SOCIETA’ SUBITO IN LITE. CARO MAURIZIO, SUL MERCATO NON ESISTONO SOLO I TUOI EX CALCIATORI. TONALI VERSO L’INTER? OCCASIONE PER PUNTARE TUTTO SU POGBA… 

    Finalmente ci siamo. Il calcio si rimette in moto: non sarà bello vedere gli stadi vuoti, non saranno dal punto di vista tecnico partite indimenticabili, l’atmosfera rimarrà asettica e non si potranno certamente dimenticare questi terribili mesi che ci siamo lasciati alle spalle, ma il mondo del calcio aveva bisogno di ripartire. E che la situazione stia tornando alla normalità lo si vede dalle prime polemiche sulle date della Coppa Italia. Bentornati a casa verrebbe da dire. Il debutto nella nuova parte di stagione avverrà contro il Milan dimezzato da infortuni e squalifiche. Ma attenzione a non sottovalutare la gara, perché le incognite saranno talmente tante che ogni minima disattenzione potrebbe costare cara. Dopo aver gettato il primo trofeo stagionale, la Supercoppa con la Lazio, è del tutto evidente che la Coppa Italia, la cui finale verrà giocata il 17 giugno, diventa un obiettivo già importante per Sarri.

La Juve sarà chiamata ad un tour de force notevole, se tutto va come ci auguriamo, oltre 20 partite in poco più di due mesi. Diventerà fondamentale la gestione delle energie, non soltanto fisiche ma anche mentali. Ruotare al massimo la rosa, mantenendo inalterata la qualità, questa la grande sfida a cui è chiamato il tecnico della Juve, consapevole, al netto di tutti gli alibi che gli vanno concessi, di giocarsi  la stagione in 70 giorni

Sfida nella sfida, quella di motivare al meglio quei giocatori, che già sono al centro delle voci di mercato. Da Pjanic ad Higuain, passando per Douglas Costa, Khedira Rabiot e Bernardeschi, la Juve avrà bisogno di tutti, di ogni singola energia, di ogni singola presenza sia mentale che fisica. Per quanto quella attuale passerà alla storia come la stagione “ covid 19” i bianconeri hanno l’obbligo di provare a portare a casa il maggior numero di trofei. In campionato, troveremo  una Lazio “assatanata” con il presidente Lotito che ha già fissato il premio scudetto, in Coppa Italia un Milan desideroso di fare uno sgambetto in uno stadio dove ha sempre perso, e in Europa squadre che non vorranno rinunciare ad alzare una Champions particolare e strana, ma sempre di prestigio e valore.

Sul fronte mercato, mai cosi attivo come in queste settimane di stop, sfumato l’asse con il Barcellona  (almeno temporaneamente) se ne potrebbe aprire uno nuovo con il Chelsea. Il dubbio resta però sempre lo stesso: perché Maurizio Sarri vuole, o vorrebbe, puntare quasi esclusivamente su giocatori avuti nelle sue precedenti gestioni? Passi per Milik, che potrebbe tornare utile, passi pure per Jorginho, ma cercare addirittura Giroud o Pedro, sembra oggettivamente eccessivo. Attenzione: quando si deve lavorare su scambi, il rischio concreto di restare con il cerino in mano esiste. La fiducia in Paratici e Nedved è massima, e siamo sicuri che anche in un mercato molto particolare come quello post covid la Juve porterà a casa giocatori importanti e funzionali. I duelli sono già partiti, in particolar modo quelli con l’Inter, che ceduto Icardi per 50 milioni ( siamo proprio sicuri che abbia fatto un affare?)  proverà a reinvestire il denaro su Tonali.  La possibilità che il talento del Brescia possa finire alla corte di Conte esiste, in quel caso chissà che la Juve non faccia una sorta di all in su Pogba. Se il francese decidesse di abbassarsi l’ingaggio, l’operazione si potrebbe fare con grande soddisfazione da parte di tutti.

Infine due parole sul protocollo: ci auguriamo che, con la decrescita della curva dei contagi, il comitato medico scientifico possa tornare sui suoi passi. Perché per il mondo del calcio non valgono le stesse regole in auge per gli altri posti di lavoro? In caso di un contagio di una cassiera di un supermercato ( categoria alla quale va un grande ringraziamento per tutto quanto fatto nei periodi più difficili del lockdown) , non si chiude l’intera struttura, ma semplicemente si lascia in quarantena la dipendente.

L’ultima riflessione va dedicata ai così detti piani B e C  da attuare nella malaugurata ipotesi di un nuovo stop del torneo. Abbiamo detto tante volte che la soluzione  play off non ci convince, ma in caso di estrema necessità saremmo pure pronti ad accettarli. Per favore però lasciamo stare gli algoritmi e la matematica