IL SANTO DELLA DOMENICA - Tra conti e campo: si salvi chi può... Ma l'orgoglio non dovrebbe mai mancare.

25.09.2022 00:03 di Alessandro Santarelli   vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - Tra conti e campo: si salvi chi può... Ma l'orgoglio non dovrebbe mai mancare.
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Prendendola con ironia verrebbe da dire “ si salvi chi può” tra conti che non tornano e risultati che non arrivano. Poi pensi che siamo soltanto a metà settembre, e allora si prova a guardare al resto della stagione con un minimo di ottimismo, riflettendo sul fatto  che peggio di cosi, cioè dopo la sconfitta con il Monza, non si può fare. Ma ne siamo proprio sicuri? L’impressione è che il fondo, al momento non sia del tutto individuabile. Perché quando lo spogliatoio è diviso, e usiamo un eufemismo, quando i dirigenti hanno idee diametralmente opposte sulla sorte dell’allenatore, quando dalla società non arrivano segnali, tutto può succede, purtoppo.

Il pessimo inizio di stagione, corrisponde in campionato, anche ad un calendario assolutamente abbordabile. Il paradosso, ma poi neppure troppo, è che l’unica partita decente in campionato è stata quella sulla carta più difficile, cioè con la Roma, ma li forse il tutti contro tutti non era ancora divampato. Dunque cosa dobbiamo aspettarci? Intanto abbiamo capito, se ancora fosse rimasto qualche dubbio, dalle dichiarazioni dei alcuni giocatori in “libera uscita” con le nazionali, che il clima in casa bianconera è tesissimo. L’aria fresca insomma non si respira alla Continassa ma francamente ahinoi, non abbiamo scoperto nulla di nuovo. Sarebbe bello immaginare un confronto serrato e franco tra dirigenza squadra e allenatore, magari per stringere un patto da qui sino al termine della stagione. Ad oggi però gli interessi dei singoli purtoppo sembrano sopravanzare quelli del gruppo, e le spaccature tra parte della squadra e l’allenatore e tra parte della dirigenza e lo stesso Allegri sembrano insanabili. Ciò che abbiamo visto a Monza è a dir poco umiliante ed è per questo che almeno ci attendiamo con il Bologna un moto d’orgoglio, un impeto anche di alcuni singoli per arrivare al minimo sindacale, cioè la vittoria.

Bisognerebbe che le battaglie personali finissero in un cassetto a beneficio della grinta e dell’ardore che viene messo nelle nazionali, e anche su questo, cari giocatori della Juventus, avremmo molto da dire. Dove è finito il rispetto per i tifosi della Juve? Non meritano anche loro di vedervi battagliare per la maglia bianconera? Oppure il massimo che ad oggi si può chiedere è vedervi andare sotto la curva a chiedere scusa per la prestazione indegna?

Tutti hanno una bella fetta di responsabilità, da un allenatore che sembra sempre più in preda di se stesso, tra confusione in campo e chiaccherate inopportune che finiscono sul Corriere della Sera, ai giocatori, per arrivare ad una dirigenza che appare sempre più lontana da tutto  e tutti. Vie di uscita? Ad oggi poche, considerando anche il profondo rosso nel bilancio appena approvato. Ma la Juventus non può essere quella “ roba” che abbiamo visto a Monza, e allora non resta solo che augurarsi che il fondo sia stato davvero toccato…