IL SANTO DELLA DOMENICA - BENVENUTI SULL'ALTALENA DELLE EMOZIONI. PROVARE AD ACCORCIARE LE DISTANZE E' UN OBBLIGO MORALE. CHE VERGOGNA CERTE ILLAZIONI MATURATE NEL POST SUPERCOPPA

24.01.2021 00:02 di Alessandro Santarelli   Vedi letture
IL SANTO DELLA DOMENICA - BENVENUTI SULL'ALTALENA DELLE EMOZIONI. PROVARE AD ACCORCIARE LE DISTANZE E' UN OBBLIGO MORALE. CHE VERGOGNA CERTE ILLAZIONI MATURATE NEL POST SUPERCOPPA

Benvenuti sull’altalena delle emozioni. Si può passare in poco più di 72 ore dalla depressione calcistica alla gioia? Assolutamente si, ed è ciò che è accaduto alla tifoseria bianconera tra la gara contro l’Inter e la vittoria in Supercoppa. Attenzione, sono la doppia faccia di una stessa medaglia, che in questa prima parte di stagione abbiamo già imparato a conoscere. Ricordate il derby e la vittoria a Barcellona? Alti e bassi, luci e ombre di un processo di crescita che evidentemente ancora non è arrivato a maturazione. Tutto previsto e in fondo fisiologico, ma alcune riflessioni sono d’obbligo. Intanto i fatti dicono che esiste una Juventus con Arthur e una senza. Riduttivo dire che il centrocampo dipende dal brasiliano, ma è suffragato dai fatti che per dare equilibrio e maggiori sicurezze al reparto mediano ( quello che resta ancora maggiormente sotto esame) la presenza dell’ex Barcellona sia fondamentale. Piccolo esempio. Le due prestazioni di Bentancur: evanescente spaesato e negativo a San Siro, ordinato sicuro e preciso a Reggio Emila. Un caso? Certo che no, l’uruguaiano con a fianco Arthur ha un rendimento decisamente migliore. Il terzo elemento indispensabile ( e chi l’avrebbe mai detto?) è il texano, che se riuscirà a migliorare nelle letture di alcune situazioni potrà diventare davvero un grandissimo centrocampista. Ma tornando alle certezze, oggi possiamo dire che per avere una squadra più equilibrata il centrocampo deve essere quello visto a Reggio Emilia, almeno per due terzi. Pirlo avrà capito, viceversa, che Bentancur Rabiot e Ramsey non possono giocare assieme.

Vero che con il texano sulla destra, Chiesa viene sacrificato sull’altra fascia, dove i numeri dicono che rende di meno, ma questi sono i piccoli o grandi problemi di una squadra, che sui singoli ha pochi rivali, ma che a dir la verità  sembra costruita con alcuni punti interrogativi che ogni tanto vengono fuori.  Mi piace sottolineare anche l’ottimo ritorno di Chiellini ( i senatori sono sempre un valore aggiunto) e l’impatto questa volta positivo di Bernardeschi. Al ragazzo voglio bene, e mi spiace dirlo, ma credo che in ogni caso il suo ciclo alla Juve sia giunto al termine. La vera “goduria” l’ha regalata Cuadrado. Il panita ha sparigliato le carte, mettendo a ferro e fuoco la fascia destra sia in fase di spinta che di copertura. Se esiste una Juve diversa con Arthur e senza, lo stesso dicasi per la presenza o meno del colombiano. Sul quale, e qui veniamo a cose vergognose che abbiamo letto, sono state fatte delle illazioni al limite della querela. Dispiace notare che a certe latitudini, non si riesca mai ad ammettere la superiorità della Juve, e anche di fronte all’evidenza, ci si aggrappa a situazioni al limite della realtà ancora più gravi quando vengono alimentate da “ giornalisti “ che faccio molta fatica a definire colleghi. Peccato, il calcio è un’altra cosa, ma evidentemente per qualcuno certi concetti non verranno mai compresi.

Bisogna invece comprendere che questo campionato, alla luce dei risultati maturati a Milano e Udine, è ancora aperto e aggredibile. La Juve può vincere lo scudetto? Difficile, ma se non dovessimo cominciare a sfruttare le occasioni, allora non resterebbe altro che prendersela con noi stessi…..