Kessie, due problemi per arrivare alla Juve

Kessie, due problemi per arrivare alla JuveTuttoJuve.com
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Oggi alle 07:45Calciomercato
di Massimo Pavan
Kessié preferisce la Juventus all’Al-Ittihad, ma chiede 6 milioni per tre anni. I bianconeri offrono un biennale da 4,5 e devono prima cedere.

La pista che può portare Franck Kessié alla Juventus rimane aperta, ma l’operazione è ancora distante dalla conclusione, Luciano Spalletti apprezza profondamente il centrocampista ivoriano e lo considera un rinforzo capace di aumentare fisicità, esperienza e personalità in un reparto apparso troppo debole durante la scorsa stagione. La volontà del giocatore può aiutare, Torino rappresenta una destinazione gradita, anche per la possibilità di lavorare con un allenatore che lo segue da tempo. Per trasformare l’interesse in un accordo, però, devono essere risolti due problemi: la distanza sulle condizioni contrattuali e la necessità della Juventus di liberare spazio a centrocampo.

Kessié chiede tre anni e 6 milioni

Il primo ostacolo riguarda lo stipendio. Kessié vorrebbe firmare un contratto triennale da 6 milioni di euro netti a stagione, condizioni che la Juventus non ritiene compatibili con la propria politica salariale. La proposta bianconera sarebbe invece un accordo di due anni a 4,5 milioni netti. La differenza è significativa sia nella durata sia nell’importo complessivo.

Accettando la richiesta del giocatore, la Juventus assumerebbe un impegno da 18 milioni netti nel triennio, senza considerare tasse, bonus e commissioni. L’offerta bianconera si fermerebbe invece a 9 milioni complessivi, esattamente la metà.

La società vuole evitare di aggiungere un altro contratto lungo e pesante a una rosa già difficile da alleggerire, l’esperienza vissuta con alcuni giocatori diventati poco collocabili sul mercato ha spinto la dirigenza a una maggiore prudenza.

Kessié dovrà quindi ridurre le proprie pretese se desidera davvero tornare in Italia. La Juventus può migliorare leggermente la proposta oppure inserire bonus legati alle presenze e ai risultati, ma difficilmente arriverà alle condizioni inizialmente richieste.

Spalletti voleva già Kessié

L’interesse dell’allenatore per Kessié non è recente. Spalletti aveva già valutato il suo profilo quando guidava il Napoli e lo aveva seguito anche in precedenza, durante l’esperienza all’Inter.

L’ivoriano possiede molte delle caratteristiche richieste dal tecnico. È forte nei duelli, copre ampie zone del campo e sa accompagnare l’azione offensiva. Può giocare in una mediana a due o da mezzala in un centrocampo a tre.

La sua presenza aumenterebbe la protezione davanti alla difesa e permetterebbe alla Juventus di sostenere un numero maggiore di giocatori offensivi. Spalletti deve trovare equilibrio tra Yildiz, Conceição, Kolo Muani e le altre alternative: un centrocampista come Kessié faciliterebbe questo compito.

L’ex Milan porta anche esperienza vincente. Conosce la pressione della Serie A, non avrebbe bisogno di un lungo adattamento e ha già dimostrato di poter essere determinante nella corsa allo scudetto.

Kessié migliora il reparto, ma non è un regista

L’eventuale acquisto risolverebbe diversi problemi della Juventus, ma non tutti. Kessié non è il regista che oggi manca alla squadra.

Il suo contributo è soprattutto fisico e dinamico. Può recuperare palloni, inserirsi e proteggere la transizione, ma non è un giocatore al quale affidare stabilmente la direzione della manovra.

Anche Locatelli viene spesso utilizzato davanti alla difesa, pur non essendo un regista puro. L’italiano garantisce equilibrio e disciplina, ma fatica quando deve accelerare il possesso attraverso passaggi verticali e cambi di gioco continui.

Inserire Kessié al suo fianco renderebbe il centrocampo più solido, senza necessariamente aumentare la qualità della prima costruzione. Spalletti dovrebbe trovare la regia attraverso un’organizzazione collettiva oppure chiedere alla società un ulteriore profilo tecnico.

Il rischio è investire una parte importante del budget su un ottimo centrocampista senza correggere completamente il difetto principale del reparto.