Un Openda mai visto, a Lione impazziti!

Un Openda mai visto, a Lione impazziti!TuttoJuve.com
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Oggi alle 00:30Calciomercato
di Massimo Pavan
Loïs Openda segna e convince con il Lione dopo la difficile esperienza alla Juventus. Fonseca gli ha restituito fiducia, minuti e libertà di attaccare.

La prima parte dell’esperienza di Loïs Openda al Lione sta già alimentando una domanda inevitabile: il problema era davvero il giocatore oppure il contesto trovato alla Juventus?

L’attaccante belga ha cominciato la nuova avventura francese con intensità, aggressività e una rete importante contro il Fenerbahçe nei preliminari di Champions League. Dopo alcuni segnali incoraggianti mostrati nel turno precedente con lo Sparta Praga, Openda ha alzato ulteriormente il livello della propria prestazione.

Il centravanti ha attaccato ripetutamente la profondità, lavorato nel pressing e combattuto con Milan Škriniar per tutta la partita, è apparso coinvolto, motivato e finalmente utilizzato in un sistema capace di esaltarne le caratteristiche.

La Juventus lo ha ceduto al Lione in prestito oneroso per circa 3 milioni di euro, senza inserire un’opzione di acquisto, il club bianconero conserva dunque il controllo sul cartellino e può osservare la sua crescita, ma dovrà anche interrogarsi sui motivi per i quali un giocatore così vivo non sia riuscito a esprimersi a Torino.

Il Lione gli ha restituito fiducia

Paulo Fonseca ha compreso rapidamente ciò di cui Openda aveva bisogno: minuti, fiducia e un ruolo definito. L’allenatore non lo ha gestito con eccessiva prudenza, ma lo ha utilizzato con continuità anche quando il belga non aveva ancora raggiunto la condizione migliore.

Contro il Fenerbahçe lo ha mantenuto in campo fino alla fine, permettendogli di entrare progressivamente nella partita. Openda ha risposto attraverso la disponibilità al sacrificio e una serie continua di movimenti senza pallone.

Il suo contributo non si è limitato al gol. Il belga ha guidato il pressing, costretto i difensori avversari a giocare in fretta e allungato il blocco turco attraverso i propri scatti, quando il Lione recuperava il pallone, offriva immediatamente una soluzione verticale.

Sono esattamente le qualità che lo avevano reso uno degli attaccanti più pericolosi della Ligue 1 durante la stagione trascorsa al Lens. La velocità non è mai scomparsa, così come la capacità di trasformare uno spazio ridotto in un’occasione.

La prestazione contro Škriniar

Il duello con Škriniar ha rappresentato un esame significativo. Openda si è trovato di fronte un difensore esperto, fisicamente forte e abituato alle grandi partite, ma non ha rinunciato al confronto. A Lione si è visto un giocatore reattivo, aggressivo e disposto a moltiplicare le corse, alla Juventus, invece, Openda era apparso spesso isolato, poco coinvolto e incapace di stabilire una connessione efficace con i compagni.

Il contrasto non può essere spiegato soltanto attraverso una differenza di atteggiamento. Anche il sistema di gioco, la fiducia dell’allenatore e la continuità d’impiego hanno avuto un peso importante.

Perché alla Juventus non ha funzionato

Openda è un attaccante che ha bisogno di spazio. Offre il meglio quando può partire in velocità, attaccare una linea difensiva alta e ricevere il pallone davanti a sé.

Alla Juventus si è trovato spesso dentro partite più statiche, con gli avversari raccolti vicino alla propria area e pochi metri da aggredire, gli veniva chiesto di giocare spalle alla porta, proteggere il pallone e partecipare a una manovra lenta: compiti che non rappresentano il centro del suo repertorio.

Le difficoltà collettive hanno accentuato quelle individuali, un centrocampo poco creativo e privo di un vero regista non riusciva a servirlo rapidamente. Quando arrivava il passaggio verticale, la difesa avversaria aveva spesso già recuperato la posizione.

Anche la concorrenza e i cambiamenti tecnici gli hanno impedito di costruire continuità. Openda non è mai diventato davvero il riferimento dell’attacco e ha giocato con la pressione di dover dimostrare immediatamente il proprio valore.

Al Lione, invece, Fonseca gli ha consegnato fiducia e responsabilità, il belga sa di poter sbagliare un movimento senza perdere automaticamente il posto e questa sicurezza sembra averlo liberato.