Kayode è un rimpianto ma anche un pensiero per il futuro
Sulla fascia resta vivo anche il nome di Michael Kayode, cresciuto nelle giovanili bianconere prima di costruirsi una carriera lontano da Torino e di imporsi progressivamente anche in Premier League.
La Juventus lo segue da tempo, ma trattare oggi con un club inglese significa affrontare costi completamente differenti rispetto a quelli che sarebbero stati necessari qualche stagione fa, quando il laterale era ancora in una fase iniziale della propria crescita, come riferisce Gazzetta.
Il rimpianto insegna qualcosa
Proprio il caso Kayode può essere letto come un esempio di ciò che Carnevali vuole evitare nel futuro: vedere crescere altrove un talento formato internamente e provare successivamente a riportarlo a Torino quando il prezzo è ormai salito in maniera considerevole.
La nuova Juventus vuole quindi essere più aggressiva nella valutazione dei giovani, cercando di capire prima quali possano davvero diventare giocatori da prima squadra e accompagnandoli con maggiore continuità.
Palmisani può essere il primo tassello
Il portiere del Frosinone appare oggi come uno dei nomi maggiormente coerenti con questa filosofia, perché un eventuale investimento anticipato permetterebbe alla Juventus di lavorare sul futuro senza dover aspettare che il prezzo aumenti ulteriormente.
Dietro di lui, però, ci sono già altri profili pronti a entrare sempre più stabilmente nei radar bianconeri, con Leoni, Kayode e Ndour che raccontano perfettamente il tipo di mercato che Carnevali vuole costruire.
Una Juve più italiana, ma soprattutto più programmata
Il punto non è semplicemente aggiungere passaporti italiani alla rosa, perché una squadra diventa più forte soltanto se acquista giocatori realmente all'altezza delle proprie ambizioni.
La vera sfida sarà quindi combinare italianità, talento, prospettiva e sostenibilità, evitando operazioni dettate soltanto dall'immagine e concentrandosi invece su profili capaci di crescere insieme alla Juventus. La missione è già iniziata.
Palmisani, Leoni, Kayode e Ndour sono alcuni dei nomi da seguire, ma soprattutto rappresentano una nuova idea di costruzione: meno rincorse tardive e più capacità di individuare oggi quelli che possono diventare i pilastri della Juventus di domani.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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