I prestiti pesano per 172 milioni sui bilanci delle big: 60 milioni il Napoli, 49 la Juve

I prestiti pesano per 172 milioni sui bilanci delle big: 60 milioni il Napoli, 49 la JuveTuttoJuve.com
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Oggi alle 19:40Calciomercato
di Alessandra Stefanelli

Con la stagione ormai agli sgoccioli, le società di Serie A iniziano a pianificare il futuro tra mercato, conti economici e valutazioni tecniche. Una delle questioni più delicate riguarda i giocatori destinati a rientrare dai prestiti, elementi che potrebbero incidere in maniera significativa sui bilanci della prossima stagione.

Secondo le stime di Calcio e Finanza, il peso complessivo tra ammortamenti e stipendi lordi dei calciatori di ritorno a Inter, Napoli, Milan, Juventus e Roma sfiora i 172 milioni di euro.

Il caso più oneroso è quello del Napoli. Il club partenopeo si ritrova con quasi 60 milioni di euro di costi legati ai rientri, anche per effetto del sistema di ammortamento a quote decrescenti utilizzato dalla società. Tra i nomi più pesanti figurano Lorenzo Lucca, Cyril Ngonge e Noa Lang.

Subito dietro c’è la Juventus, con circa 49 milioni di euro di impatto economico. I dossier più delicati riguardano Douglas Luiz e Nicolás González, il cui obbligo di riscatto non è scattato con l’Atletico Madrid. Resta poi da definire il futuro di Arthur Melo, con il Gremio che potrebbe chiedere il prolungamento del prestito.

Anche il Milan dovrà gestire diversi rientri, per un totale superiore ai 29 milioni di euro. I costi maggiori riguardano Samuel Chukwueze e Yunus Musah.

Più contenuta la situazione di Inter e Roma. Per i nerazzurri il caso principale è quello di Benjamin Pavard, che da solo pesa oltre 12 milioni, mentre Kristjan Asllani porta il totale vicino ai 17 milioni. Diversa invece la situazione di Tomás Palacios, vicino al riscatto da parte dell’Estudiantes, mentre il prestito di Valentín Carboni dovrebbe proseguire fino al 2027.

Chiude la Roma con circa 16,9 milioni di euro di impatto. I nomi più rilevanti sono quelli di Marash Kumbulla e Tommaso Baldanzi.

Il mercato estivo sarà quindi decisivo non solo per rinforzare le rose, ma anche per alleggerire bilanci sempre più sotto pressione.