Totti: “Com’ero? Imbarazzante”
Cinquant'anni e una storia che a Roma non è mai diventata semplicemente passato. Ne parla Corsport.
Francesco Totti celebra un compleanno speciale ripercorrendo carriera, emozioni, successi, errori e soprattutto quel rapporto irripetibile con una città e una maglia diventate parte della sua identità.
Una lunga confessione nella quale l'ex capitano romanista non evita neppure i momenti più complicati.
A cominciare dalla maniera nella quale descrive se stesso nei suoi anni migliori.
«Com'ero? Imbarazzante».
«Tra il 2001 e il 2008 mi riusciva tutto»
Totti individua anche il periodo nel quale si è sentito calcisticamente al massimo.
«Tra il 2001 e il 2008 mi riusciva tutto».
Sette anni nei quali il numero 10 della Roma ha vissuto alcuni dei momenti più importanti della propria carriera, diventando uno dei simboli del calcio italiano.
Tecnica, visione, gol e una capacità di inventare giocate fuori dagli schemi.
Totti arriva a utilizzare un paragone enorme per spiegare quelle sensazioni:
«Nessuno come Maradona: è il pallone per il calcio, tutti gli altri sotto».
Parole che collocano Diego al vertice assoluto, anche nella personale gerarchia dell'ex capitano giallorosso.
Il rapporto con Roma: «Mi hanno sempre protetto»
Ma raccontare Totti significa inevitabilmente raccontare anche Roma.
Il legame con la tifoseria è stato uno degli elementi che hanno accompagnato tutta la sua carriera.
«I romanisti mi hanno sempre protetto e continuano a farlo».
Non soltanto un grande giocatore della Roma, dunque, ma un simbolo nel quale una parte della città si è identificata per decenni.
Una relazione sopravvissuta anche al ritiro.
Le partite sono finite, quel legame no.
La paura dopo l'ultima partita
Ed è probabilmente uno dei passaggi più personali dell'intervista.
Totti racconta ciò che ha provato quando ha capito che la carriera da calciatore era realmente terminata:
«Quando ho smesso ho avuto paura del vuoto».
Una sensazione comprensibile per chi aveva trascorso praticamente tutta la vita dentro il calcio e con la Roma.
Dall'allenamento quotidiano, dallo stadio e dall'adrenalina delle partite a una vita completamente differente.
Il problema non era soltanto smettere di giocare.
Era capire cosa sarebbe arrivato dopo.
Un campione difficile da replicare
A cinquant'anni Totti può guardarsi indietro con una prospettiva diversa.
Ci sono i trofei, le partite, i gol e le giocate rimaste nella memoria. Ma c'è soprattutto una carriera quasi interamente sovrapposta alla storia di un unico club.
Ed è forse questo l'elemento che rende oggi la sua esperienza ancora più particolare.
In un calcio nel quale giocatori, allenatori e progetti cambiano continuamente, il rapporto tra Totti e Roma appartiene quasi a un'altra epoca.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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