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di Fabio Moretti
Mancini rivoluziona l'Italia contro la Turchia dopo il ko col Belgio: dieci azzurri restano a Coverciano, Barella compreso. Serve una reazione.

Una partita soltanto e l'Italia si ritrova già sotto pressione.Dopo lo 0-2 contro il Belgio all'Olimpico, Roberto Mancini prepara una profonda rivoluzione per la sfida di questa sera contro la Turchia a Bursa. Non siamo ancora all'ultima spiaggia, ma perdere nuovamente complicherebbe parecchio il percorso degli azzurri in Nations League.La prima Italia del secondo ciclo Mancini ha lasciato dubbi, fischi e soprattutto zero punti. Contro la nazionale di Vincenzo Montella serve quindi una risposta immediata. Ne parla Gazzetta in prima pagina. 

Dieci azzurri restano a Coverciano

La prima decisione di Mancini è stata drastica.

Dieci dei 33 convocati non sono partiti per Bursa e continueranno ad allenarsi a Coverciano con una parte dello staff tecnico.

Si tratta di Honest Ahanor, Nicolò Barella, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Gianluca Mancini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma. Una scelta programmata anche per distribuire meglio le energie durante un ciclo durissimo: l'Italia deve disputare quattro partite in undici giorni.

Dopo la Turchia arriveranno infatti la trasferta contro la Francia del 2 ottobre e la nuova sfida con i turchi, questa volta a Bologna, il 5 ottobre.

Anche Barella resta a casa

La scelta che fa maggiormente rumore riguarda Nicolò Barella. Uno dei leader della Nazionale non sarà quindi utilizzato contro la Turchia. Non si tratta però di una bocciatura individuale: Mancini ha diviso il gruppo proprio per evitare di sottoporre tutti i giocatori alla trasferta e preparare contemporaneamente gli appuntamenti successivi. La conseguenza sarà comunque una formazione molto diversa da quella schierata contro il Belgio.

Difesa stravolta, cambia anche il centrocampo

Mancini dovrebbe intervenire soprattutto sulla difesa. Rispetto alla prima giornata della Nations League sono attesi numerosi cambi e il reparto arretrato potrebbe presentarsi quasi completamente rinnovato.

Modifiche importanti sono previste anche a centrocampo.

L'assenza di Barella apre inevitabilmente spazio ad altre soluzioni, mentre il ct continua a utilizzare questa lunga finestra internazionale anche per conoscere meglio i tanti giovani inseriti nel nuovo corso.

La rivoluzione riguarderà quindi soprattutto gli interpreti.

L'obiettivo è trovare maggiore intensità rispetto a quanto visto soprattutto nel primo tempo contro il Belgio.

Dopo i fischi non basta più aspettare

Mancini ha chiesto tempo fin dal giorno del suo ritorno.

La richiesta è comprensibile.

Il nuovo progetto azzurro punta anche su tanti giovani e lo stesso ct, presentando il nuovo ciclo, aveva spiegato di averli convocati proprio per conoscerli e costruire progressivamente una Nazionale più forte.

Il problema è che il calendario non concede una fase sperimentale senza conseguenze.

Dopo il Belgio arriva immediatamente una trasferta delicata.

E pochi giorni dopo ci sarà addirittura la Francia a Parigi.