Tacchinardi: "Juve squadra da battere. E' la squadra di Ronaldo, Pirlo..."

23.11.2020 15:50 di Giovanni Spinazzola Twitter:    Vedi letture
Tacchinardi: "Juve squadra da battere. E' la squadra di Ronaldo, Pirlo..."
TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Alessio Tacchinardi, ex centrocampista della Juve, ha parlato ai microfoni di TMW Radio. 

Un pensiero su questo turno di Serie A:
"Un grande merito va al Milan, squadra rivelazione del campionato. Nessuno poteva pensare a questa crescita. Volevo vedere se il Napoli era una squadra matura invece è stata una mezza delusione. Se la squadra si sporca poco le mani, si vedono dei limiti che poi sono evidenti. Grande meriti al Milan, però, che sta facendo qualcosa di straordinario. Ibrahimovic ha ribaltato come un calzino questa squadra. E' questione di mentalità personalità, cattiveria. Sono tutti diventati più forti. E' vero che il Napoli non era in serata, ma questo Milan è forte. Ora giù la maschera, questo Milan può lottare per lo Scudetto".

E chi mettere insieme al Milan?
"Dico Juve perché è ancora la squadra da battere. Pirlo voleva provare a fare qualcosa di diverso, ha fatto un po' di casino ma ora ha le idee molto chiare e vedo una Juve più sicura. Finalmente si è trovata la quadra".

Ibra-CR7-Lukaku, una grande sfida. Chi è il giocatore più determinante?
"Sono tutti determinanti, sin troppo. Ai punti vince Ibra. Come anticipa Koulibaly è davvero qualcosa d'incredibile. Ibra è molto più forte oggi che dieci anni fa. Non giocava per gli altri, non si sentiva uomo squadra. Oggi è un giocatore a 360 gradi. Ha aiutato anche Bonera. E' il capo popolo".

E il Sassuolo può essere la nuova Atalanta?
"L'altra rivelazione è questa. E' difficile batterla, è una squadra senza pressione, che gioca e si diverte. E poi è costruita bene. A livello offensivo è tutt'altro che scarsa e un grande allenatore. Faranno una grande stagione".

Questa Juve è più di Pirlo o di CR7?
"A oggi è ancora di Ronaldo, ma deve per forza diventare la Juve di Pirlo. Oggi è Juve che, con tutte le problematiche che ci sono state, compresa la crescita di Andrea, che si è affidata al giocatore-simbolo, oltre a Morata. Ma non basta affidarsi solo a lui, lo abbiamo visto anche gli anni scorsi. Per arrivare in fondo devi costruire una grande squadra e con una identità precisa, e poi con lui, che è un giocatore straordinario".


Ospiti: Alessio Tacchinardi, Daniele Garbo - Maracanà con Marco Piccari e Cinzia Santangeli