Spalletti osserva i giovani

Spalletti osserva i giovaniTuttoJuve.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:15Altre notizie
di Fabio Moretti
Spalletti continua a osservare il vivaio

Le numerose assenze dovute alle nazionali hanno permesso a Luciano Spalletti di coinvolgere diversi giovani negli allenamenti e nella partita contro la Cremonese, offrendo loro la possibilità di confrontarsi con ritmi e richieste differenti rispetto a quelle delle categorie giovanili.

Il tecnico ha dimostrato più volte di considerare la crescita dei giovani una parte importante del proprio lavoro e proprio queste occasioni possono servire per capire chi possieda personalità e qualità sufficienti per avvicinarsi progressivamente al livello della prima squadra.

Nessun posto deve essere regalato

Essere figli di due grandi ex juventini può aprire inevitabilmente la porta della curiosità, ma non quella del campo, perché nella Juventus il cognome non può rappresentare una scorciatoia verso la prima squadra, lo ricorda Gazzetta.

Marchisio e Montero dovranno guadagnarsi ogni passaggio attraverso allenamenti, prestazioni e crescita, esattamente come qualsiasi altro ragazzo del settore giovanile che sogna un giorno di giocare stabilmente all'Allianz Stadium.

Una Juventus che vuole valorizzare i giovani

Il nuovo progetto bianconero punta molto sulla capacità di trovare e sviluppare talenti, sia attraverso il mercato internazionale sia valorizzando maggiormente ciò che viene prodotto direttamente all'interno del settore giovanile.

Alajbegovic rappresenta l'esempio del talento acquistato prima dell'esplosione, mentre giocatori come Marchisio e Montero incarnano una strada differente ma altrettanto importante: quella dei ragazzi cresciuti direttamente nell'ambiente Juventus.

Anche l'identità passa dal vivaio

Carnevali ha parlato apertamente della volontà di costruire una Juventus più italiana e con una maggiore identità, un processo che non può passare esclusivamente dagli acquisti effettuati sul mercato.

Riuscire a portare qualche ragazzo del settore giovanile fino alla prima squadra avrebbe un valore tecnico ma anche simbolico enorme, soprattutto in una società che storicamente ha trovato proprio nel rapporto tra vivaio, italiani e grandi campioni stranieri alcuni dei propri equilibri migliori.