Rivoluzione in A, è tempo degli under 50
La nuova Serie A porta una ventata d’aria fresca anche in panchina. L’età media degli allenatori del massimo campionato è scesa a 49,65 anni, il dato più basso dell’ultimo decennio. Undici tecnici su venti non hanno ancora compiuto 50 anni, mentre Carlos Cuesta, 31enne alla guida del Parma, è il più giovane dei cinque principali tornei europei. Ne parla il Giornale.
La Serie A che prenderà il via domani presenterà un volto decisamente più giovane rispetto alle stagioni precedenti. Il cambiamento non riguarda soltanto i calciatori, le strategie di mercato o i modelli societari: la vera rivoluzione parte dalle panchine.
L’età media dei venti allenatori del massimo campionato italiano è di 49,65 anni, in netta diminuzione rispetto ai 52-53 anni registrati nelle ultime stagioni. Mai, nell’ultimo decennio, la Serie A aveva affidato così tante squadre a tecnici appartenenti alla nuova generazione.
L’età anagrafica non coincide necessariamente con la modernità delle idee. Esistono allenatori esperti capaci di proporre un calcio innovativo e giovani tecnici maggiormente conservatori. Il dato, però, racconta una tendenza precisa: numerose società hanno deciso di percorrere strade nuove, affidandosi ad allenatori emergenti o ancora relativamente giovani.
La Serie A si avvicina agli altri grandi campionati
Il ringiovanimento permette alla Serie A di avvicinarsi agli standard degli altri principali campionati europei. La Premier League presenta un’età media di poco inferiore ai 46 anni, mentre la Bundesliga sfiora i 47.
In Francia il dato si aggira intorno ai 48 anni. La Spagna, con una media vicina ai 50, viaggia invece su valori sostanzialmente simili a quelli italiani.
Il calcio inglese e quello tedesco continuano quindi a puntare con maggiore decisione sugli allenatori giovani, ma la Serie A sembra avere finalmente imboccato la stessa direzione. Sempre più club cercano tecnici capaci di sviluppare i calciatori, valorizzare il gioco e costruire progetti destinati a durare.
Undici allenatori su venti sono Under 50
Il dato più significativo riguarda il numero di tecnici che non hanno ancora raggiunto i 50 anni. Sono undici su venti, più della metà degli allenatori iscritti al prossimo campionato.
Il più giovane è Carlos Cuesta, 31 anni, confermato sulla panchina del Parma dopo l’esperienza positiva della passata stagione. Alle sue spalle figurano Cesc Fabregas, 39enne alla guida del Como, e Ignazio Abate, anche lui di 39 anni e pronto a debuttare in Serie A sulla panchina del Torino.
Segue Fabio Pisacane, 40 anni, confermato dal Cagliari. Alla stessa età si presenta Domenico Tedesco, chiamato a vivere la sua prima esperienza nel campionato italiano alla guida del Bologna.
La lista prosegue con Ruben Amorim, 41 anni, scelto dal Milan dopo avere già allenato realtà prestigiose come lo Sporting Lisbona. Alberto Aquilani, 42 anni, affronta invece una nuova tappa della propria carriera sulla panchina del Sassuolo.
Completano il gruppo degli Under 50 Daniele De Rossi, 43 anni e allenatore del Genoa, Cristian Chivu, 45enne alla guida dell’Inter, e i due campioni del mondo del 2006 Gennaro Gattuso e Fabio Grosso, entrambi di 48 anni e rispettivamente sulle panchine di Lazio e Fiorentina.
Cuesta è il più giovane dei Top 5 campionati
Il primato di Carlos Cuesta non riguarda soltanto la Serie A. L’allenatore del Parma è infatti il tecnico più giovane in assoluto tra i cinque principali campionati europei.
Lo spagnolo precede Fabian Hürzeler, 33enne alla guida del Brighton, e Merlin Polzin, 35 anni, allenatore dell’Amburgo. Un risultato significativo per Cuesta, che in passato ha lavorato anche come assistente nel settore giovanile della Juventus.
Il tecnico del Parma occupa inoltre il secondo posto nella classifica degli allenatori più giovani ad avere guidato una squadra di Serie A. Il primato assoluto appartiene a Elio Loschi, che il 28 maggio 1939 si sedette sulla panchina della Triestina a 29 anni, 9 mesi e 20 giorni.
Si trattava naturalmente di un calcio profondamente differente, ma il confronto permette di comprendere la straordinarietà del percorso di Cuesta. Arrivato in Serie A come giovane esordiente, lo spagnolo ha gestito con personalità la prima stagione alla guida del Parma, guadagnandosi la conferma.
L’effetto Cuesta sulle scelte delle società
Il buon rendimento offerto da Cuesta può avere incoraggiato altri club a scommettere su profili meno esperti. Le scelte di Torino, Sassuolo, Bologna e Milan mostrano la volontà di privilegiare idee, metodologia di lavoro e potenziale rispetto al semplice curriculum.
Abate e Aquilani conoscono bene il calcio italiano e hanno costruito il proprio percorso partendo dai settori giovanili e dalle categorie inferiori. Tedesco e Amorim, invece, portano esperienze maturate all’estero e una formazione tattica legata alle nuove tendenze europee.
La presenza di tanti tecnici emergenti potrebbe incidere anche sullo stile del campionato. Pressione alta, costruzione dal basso, occupazione razionale degli spazi e maggiore flessibilità tattica sono ormai principi diffusi, destinati a rendere meno rigida la tradizionale distinzione tra i diversi moduli.
Gasperini guida i grandi maestri
Il ringiovanimento della Serie A non comporta comunque la scomparsa dei cosiddetti “grandi vecchi”. Il tecnico più esperto del campionato è Gian Piero Gasperini, che a 68 anni continua a essere considerato uno degli allenatori più moderni e influenti del calcio italiano.
Alle sue spalle figurano Luciano Spalletti e Maurizio Sarri, entrambi nati nel 1959. Due allenatori che, pur appartenendo alla generazione più esperta, hanno costruito la propria reputazione attraverso un’identità tattica precisa e un calcio propositivo.
A 59 anni, Massimiliano Allegri rappresenta una sorta di collegamento tra le due generazioni. Il suo profilo unisce una lunga esperienza ad alto livello alla necessità di confrontarsi con un campionato sempre più orientato verso nuove metodologie.
La presenza contemporanea di Gasperini, Spalletti, Sarri e dei giovanissimi Cuesta, Fabregas e Abate rende particolarmente interessante il confronto. La Serie A diventerà un laboratorio nel quale scuole tattiche, percorsi professionali e generazioni differenti proveranno a dimostrare la validità delle proprie idee.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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