Pjanic: “La strada è giusta”
Miralem Pjanic continua a guardare la Juventus con particolare attenzione e dal Festival dello Sport di Trento manda diversi messaggi al mondo bianconero. L'ex centrocampista promuove il progetto di Luciano Spalletti, difende Kolo Muani e soprattutto incorona Kerim Alajbegovic, giovane connazionale che sta rapidamente guadagnando spazio a Torino.
Pjanic, quattro volte campione d'Italia con la Juventus, conosce perfettamente le pressioni che accompagnano la maglia bianconera. Proprio per questo il suo giudizio sulla squadra attuale assume un significato particolare, soprattutto in un momento nel quale Spalletti sta cercando di costruire una nuova identità.
Pjanic incorona Alajbegovic
Il primo grande endorsement riguarda Kerim Alajbegovic, protagonista di una crescita rapidissima tra Juventus e nazionale bosniaca. Pjanic invita alla prudenza sui paragoni, ma riconosce nel ragazzo caratteristiche tutt'altro che comuni.
«Penso abbia un grande potenziale, ma coi paragoni dobbiamo andarci piano. Non è un giocatore banale: quando riceve palla non la rimette indietro e si nasconde, ma punta», come riporta Gazzetta che cita le parole dell'ex regista.
«Non sente il peso della maglia»
È soprattutto la personalità di Alajbegovic ad aver impressionato Pjanic, perché giocare nella Juventus a quell'età comporta inevitabilmente pressioni molto differenti rispetto a quelle affrontate dalla maggior parte dei giovani.
«Avere questa qualità, non sentire il peso della maglia alla sua età non è normale e dice che è destinato a fare una grande carriera. Spero che resti alla Juve il più a lungo possibile e dia tante soddisfazioni ai tifosi», ha aggiunto.
Il paragone con Dybala deve aspettare
Pjanic preferisce invece frenare davanti alla possibilità di definire Alajbegovic il nuovo Paulo Dybala, perché caricare un ragazzo di aspettative così importanti rischierebbe di diventare controproducente.
Il talento, però, sembra evidente anche agli occhi di Spalletti, che dopo il gol realizzato contro il NEC ne aveva sottolineato la qualità e la capacità di effettuare scelte più pulite.
Spalletti è l'allenatore ideale
Pjanic difende con decisione anche Luciano Spalletti, soprattutto dopo le discussioni nate attorno alla Juventus in seguito alla sconfitta contro il Sassuolo.
L'ex centrocampista non vede alcuna ragione per mettere in discussione il tecnico e considera molto importante la posizione assunta dalla società nei suoi confronti.
«La società è al 200% con lui»
Sul possibile spettro di Antonio Conte, Pjanic è molto netto: «Assolutamente no. La società è stata molto chiara: sia Carnevali che Massara sono al 200% con l'allenatore attuale».
Per il bosniaco non avrebbe quindi senso parlare adesso di un cambio in panchina, soprattutto perché considera Spalletti un allenatore di altissimo livello e un professionista al quale concedere fiducia e tempo.
«La Juve tornerà in alto»
Pjanic è convinto che il tecnico riuscirà progressivamente a trovare l'equilibrio migliore per questa squadra, anche se gli infortuni hanno inevitabilmente complicato il lavoro.
La Juventus ha infatti attraversato le ultime settimane con numerose assenze e Spalletti è stato costretto più volte ad adattare formazione e sistema alle risorse disponibili.
Pjanic sale sul carro di Kolo Muani
Particolarmente interessante anche la posizione dell'ex juventino su Randal Kolo Muani, finito inevitabilmente sotto pressione per le difficoltà realizzative di questo inizio di stagione.Pjanic non ha dubbi: «Io sono assolutamente dalla parte del giocatore», spiegando come le pressioni siano inevitabili quando si indossa la maglia numero 9 della Juventus. Secondo Pjanic, Kolo Muani non deve trasformare la ricerca della rete in un'ossessione, perché il rischio sarebbe ottenere esattamente l'effetto contrario. «Penso dovrà solo continuare senza volerlo troppo, perché il gol si allontana sempre di più quando lo cerchi», è il consiglio dell'ex centrocampista al francese. La ricetta è semplice: lavorare e non perdere fiducia, soprattutto perché Kolo Muani aveva già spiegato di essere disposto a fare tutto per Spalletti e di voler diventare più aggressivo sotto porta. L'amichevole con la Cremonese non ha però cancellato le difficoltà offensive, con il francese incapace di incidere in una prima parte di gara nella quale la Juventus non aveva prodotto tiri nello specchio.
Douglas Luiz è cambiato
Pjanic promuove invece il nuovo atteggiamento di Douglas Luiz, apparso maggiormente coinvolto rispetto alle difficoltà vissute precedentemente.
«L'ho rivisto molto motivato, ha preso importanza dentro la squadra. È merito anche di Spalletti, che ti riesce a trasmettere qualcosa che ti porta a dare di più», ha sottolineato il bosniaco.
Elkann investe, Pjanic indica il reparto
L'altro passaggio particolarmente interessante riguarda il futuro mercato della Juventus e le risorse messe a disposizione dalla proprietà. Pjanic non entra naturalmente nelle decisioni della società, ma se dovesse indicare una zona nella quale intervenire non avrebbe molti dubbi: il centrocampo.«Quando una squadra gira bene è perché c'è qualità in mezzo» Per uno dei migliori registi juventini degli ultimi anni è proprio il cuore della squadra a determinare gran parte del rendimento complessivo. «Quando una squadra gira bene è perché a centrocampo c'è qualità. Se proprio devo dire, penso che serva qualcosa lì», ha spiegato Pjanic, precisando comunque di non voler bocciare gli uomini attualmente a disposizione di Spalletti.
Neto, un ritorno che Pjanic approva
L'ex bianconero ha commentato positivamente anche il ritorno di Neto, suo compagno nella Juventus che raggiunse la finale di Champions League nel 2017.
Secondo Pjanic, il brasiliano era già allora un portiere da titolare, frenato semplicemente dalla presenza di un monumento come Gianluigi Buffon, e la conoscenza dell'ambiente potrà renderlo particolarmente utile anche adesso.
Champions obbligatoria
Pjanic mantiene invece una posizione equilibrata quando parla degli obiettivi stagionali, perché considera prematuro imporre alla Juventus l'obbligo dello scudetto dopo quanto accaduto nella stagione precedente. Questo non significa rinunciare all'ambizione: la squadra deve rimanere il più possibile vicina alle prime e provare a inserirsi nella lotta qualora si presentasse l'occasione.
L'Europa League va provata a vincere
Anche l'Europa League non deve essere considerata una competizione secondaria, perché per Pjanic sarebbe importante provare ad arrivare fino in fondo.
La Juventus è tornata quest'anno nella competizione e ha iniziato il proprio percorso europeo con una rosa che Spalletti sta ancora cercando di completare e modellare. Su un punto, però, Pjanic non lascia spazio a interpretazioni: la Juventus deve qualificarsi alla prossima Champions League. È il risultato minimo necessario per considerare positiva la stagione e soprattutto per consentire alla società di proseguire il percorso di crescita tecnica ed economica.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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