La Juve prepara il tour de force

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di Fabio Moretti
Spalletti prepara il tour de force della Juventus puntando sui multiruolo: McKennie, Cambiaso, Celik e Nico Gonzalez diventano fondamentali.

Sette partite in una ventina di giorni e un'infermeria ancora troppo affollata obbligano Luciano Spalletti a inventarsi qualcosa. La Juventus non può aspettare gennaio per risolvere tutti i problemi della rosa e, dopo la sosta, dovrà quindi sfruttare al massimo una caratteristica che può diventare preziosissima: la duttilità di alcuni giocatori.

Weston McKennie è inevitabilmente il simbolo di questa Juventus multitasking, ma non è l'unico. Andrea Cambiaso, Zeki Celik e Nico Gonzalez permettono infatti a Spalletti di cambiare posizione, modulo e interpretazione della partita senza necessariamente effettuare una sostituzione.

McKennie è il jolly per eccellenza

Se esiste un giocatore praticamente impossibile da inserire dentro una sola casella tattica, quello è Weston McKennie. L'americano può essere utilizzato a centrocampo, sulle fasce e alle spalle dell'attaccante, adattandosi alle necessità della squadra, come riporta Gazzetta.

La caratteristica più interessante non è semplicemente la capacità di occupare posizioni differenti, ma quella di interpretarle con compiti completamente diversi. Spalletti può chiedergli corsa e copertura oppure trasformarlo in un centrocampista offensivo incaricato di attaccare l'area.

Da mediano a trequartista

Il ruolo naturale di McKennie rimane quello del centrocampista, ma negli anni juventini abbiamo imparato quanto sia difficile definire esattamente la sua posizione.

Può partire più basso, allargarsi sulla fascia e soprattutto diventare un trequartista d'inserimento, sfruttando una delle caratteristiche nelle quali probabilmente possiede pochi rivali: il tempismo con il quale entra nell'area avversaria.

All'occorrenza può fare praticamente tutto

L'americano è stato utilizzato in passato persino molto vicino alla porta proprio per sfruttarne fisicità e capacità nel gioco aereo, dimostrando ancora una volta quanto possa essere prezioso quando una rosa deve convivere con numerose assenze.

Non significa che McKennie debba essere la prima scelta in cinque ruoli differenti, ma sapere di poterlo spostare durante la stessa partita permette all'allenatore di trovare soluzioni che normalmente richiederebbero una sostituzione.